(Immagine fittizia creata con Gemini Ai)
“Biciclette a mano”. È il cartello che ha fatto discutere i frequentatori del Sentiero dell’Adda, il tracciato che dall’alzaia del Naviglio a Groppello attraversa il Parco del Pignone, costeggia il fiume e conduce alla passerella per raggiungere Fara Gera d’Adda.
Un provvedimento che ha suscitato numerose critiche, segnalate anche da alcuni lettori della Gazzetta dell’Adda. La motivazione? Si tratta di un percorso molto frequentato, utilizzato non solo da turisti e appassionati di ciclismo, ma anche da persone che lo percorrono quotidianamente per recarsi al lavoro.
La protesta dei pendolari
Tra i contestatori ci sono in particolare alcuni cittadini di Fara che arrivano tutti i giorni e che vedono nell’obbligo di scendere dalla bicicletta per condurla a mano una perdita di tempo ingiustificata.
Non siamo turisti, usiamo questo percorso per lavoro. Fermarsi e scendere dalla bici ogni giorno rallenta gli spostamenti di chi ha orari da rispettare
La risposta della Polizia Locale
A chiarire i motivi del provvedimento è intervenuto il Comando di Polizia Locale, che ha spiegato come il cartello sia stato posizionato per ragioni di sicurezza e riguardi esclusivamente il tratto in pendio. Il problema è concreto: le radici delle piante, cresciute nel tempo, hanno deformato il selciato, creando avvallamenti e dislivelli pericolosi, soprattutto per chi viaggia in bicicletta.
Si sono verificati alcuni piccoli incidenti e gli interventi di manutenzione ordinaria non possono essere risolutivi, a meno di rimuovere le piante, cosa che cerchiamo di evitare per tutelare il patrimonio arboreo e il paesaggio.
La scelta, quindi, è stata di indicare ai ciclisti di percorrere quel breve tratto a piedi, condurre la bici a mano e proseguire poi in sella una volta superata la zona critica.
Un equilibrio tra sicurezza e ambiente
Il caso del Sentiero dell’Adda mette in luce il difficile equilibrio tra la fruizione sostenibile del territorio e la necessità di preservare l’ambiente naturale. Da un lato, i pendolari chiedono percorsi sicuri e veloci per gli spostamenti quotidiani; dall’altro, l’Amministrazione cerca di evitare interventi invasivi come l’abbattimento delle piante, che altererebbero per sempre il paesaggio del parco.