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Massaggio infantile: un gesto d’amore quotidiano per la salute del neonato

La studentessa Chiara Cao (secondo anno del Corso di laurea in Ostetricia dell’Università Vita-Salute) incontra la coordinatrice del reparto di Ostetricia dell’ospedale San Raffaele, Paola Bombardieri, per far scoprire il tatto come mezzo di comunicazione con il bambino

Massaggio infantile: un gesto d’amore quotidiano per la salute del neonato
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Quando un bambino nasce, il mondo esterno può apparirgli come un insieme di stimoli nuovi, intensi e talvolta disorientanti. In questa dimensione ancora tutta da esplorare, l’abbraccio e la presenza dei genitori rappresentano un fondamentale punto di riferimento. Il tatto, infatti, è il primo linguaggio attraverso cui il neonato comunica, costruisce relazioni e comincia a conoscere ciò che lo circonda, grazie a una sensibilità particolarmente sviluppata ancor prima della nascita.

Massaggio infantile per il neonato

Proprio per questo, il massaggio infantile – antica pratica basata su delicate sequenze di movimenti da proporre fin dalle prime settimane di vita – rappresenta un percorso naturale e profondo per promuovere il benessere del bambino, sostenerne uno sviluppo armonioso e rafforzare il legame affettivo con i genitori.
Attraverso le mani del genitore, il neonato non riceve soltanto una piacevole coccola, ma sperimenta una forma di comunicazione autentica fatta di sguardi, calore e contatto pelle a pelle. È il cosiddetto «bonding»: un processo di attaccamento che aiuta il bambino a sentirsi circondato da affetto, protezione e tenerezza, ponendo le basi per una crescita emotiva equilibrata e per la costruzione della futura autostima.

Questo momento speciale favorisce anche lo sviluppo delle prime competenze relazionali. Il piccolo impara gradualmente a rispondere agli stimoli e a interagire con chi si prende cura di lui, mentre i genitori affinano la propria capacità di osservare e comprendere i suoi segnali, interpretandone bisogni, emozioni e stati d’animo. Si crea così una preziosa forma di ascolto reciproco che contribuisce a rafforzare l’armonia familiare.

All’ospedale San Raffaele, Paola Bombardieri, coordinatrice del reparto di Ostetricia e insegnante diplomata Cimi (Certified infant massage instructor) presso l’Almi (Associazione italiana massaggio infantile), organizza periodicamente incontri di gruppo dedicati al massaggio infantile per i piccoli di età compresa tra i due e i sei mesi circa, offrendo alle famiglie uno spazio protetto di apprendimento, confronto e condivisione. Durante gli incontri, l’insegnante non massaggia direttamente il bambino ma, con l’ausilio di una bambola didattica, guida i genitori nell’apprendimento delle tecniche di massaggio, affinché siano loro a instaurare il contatto con il proprio figlio.

Il fatto che siano i genitori stessi a massaggiare il proprio bambino contribuisce a rafforzare la loro autostima e la fiducia nelle proprie capacità genitoriali – ha spiegato l’ostetrica – Inoltre, uno degli aspetti più belli degli incontri di gruppo è veder nascere relazioni tra famiglie. I genitori si accorgono di vivere emozioni, dubbi e fatiche molto simili e trovano nel confronto reciproco un’importante fonte di sostegno. Il massaggio diventa così uno strumento di benessere per il bambino e le famiglie e rappresenta un’occasione per costruire una piccola comunità attorno alla genitorialità.

Oltre al valore affettivo, sociale e relazionale, il massaggio infantile offre numerosi benefici sul piano psicofisico. Le evidenze scientifiche mostrano come il contatto e le carezze favoriscano la riduzione degli ormoni dello stress e stimolino la produzione di sostanze associate al benessere e al rilassamento, come l’ossitocina. Questo equilibrio contribuisce a calmare il sistema nervoso, ridurre le tensioni e favorire una migliore regolazione del ritmo sonno-veglia, aiutando il bambino a riposare in modo più sereno e continuativo.

I benefici si estendono anche all’organismo nel suo complesso. Le manovre, eseguite con dolcezza, stimolano la circolazione sanguigna e supportano il fisiologico funzionamento dei diversi apparati. Inoltre, il massaggio può contribuire ad alleviare alcuni dei più comuni disagi della prima infanzia, come le tensioni muscolari, i fastidi legati alla dentizione e, attraverso specifiche manovre addominali, le coliche, la presenza di aria intestinale e la stitichezza.

Inserire il massaggio infantile nella routine quotidiana significa ritagliarsi un tempo di qualità e un’isola di pace, spegnendo per un attimo la fretta, il rumore e le distrazioni della vita di ogni giorno.

Dovete immaginare un setting fatto di luci soffuse, voci pacate, tappetini disposti in cerchio e bambini che, ciascuno con i propri tempi, esplorano a modo loro il mondo che li circonda – ha concluso Paola Bombardieri – È un ambiente accogliente e senza tecnologia, in cui non esistono prestazioni da raggiungere o risultati da ottenere. Se un bambino ha fame, può essere allattato; se ha sonno, può addormentarsi tra le braccia dei genitori; se ha bisogno di una pausa, i suoi tempi vengono semplicemente rispettati.

Accompagnare la crescita del proprio bambino attraverso il linguaggio del contatto non è soltanto un gesto di cura, né tantomeno un semplice passatempo, bensì uno tra i più grandi investimenti emotivi che si possano fare. È un modo semplice e profondamente umano per comunicargli, senza bisogno di parole, che è accolto, protetto e infinitamente amato.

Articolo a cura di  Chiara Cao.