La sentenza

Aler in crisi finanziaria festeggia: non pagherà l’Imu sulle case popolari sfitte

La decisione della Corte tributaria a seguito di un ricorso dell'ente che ha impugnato delle "cartelle" inviate dal Comune di Vimodrone (che ora valuterà se fare ricorso)

Aler in crisi finanziaria festeggia: non pagherà l’Imu sulle case popolari sfitte

Una sentenza destinata a pesare ben oltre i confini del Comune di Vimodrone e che potrebbe aprire un nuovo capitolo nel lungo contenzioso sull’Imu dovuta dall’Azienda lombarda per l’edilizia residenziale.

Imu: battaglia tra Aler e Comune di Vimodrone

La Corte di giustizia tributaria di primo grado di Milano ha, infatti, accolto il ricorso presentato da Aler Milano contro un avviso di accertamento con cui il Municipio chiedeva il pagamento dell’imposta municipale relativa al 2019 su una pluralità di alloggi popolari temporaneamente sfitti e sulle relative pertinenze, come box, posti auto e cantine.

La sentenza della Corte tributaria

Per i giudici, il fatto che un appartamento sia momentaneamente privo di assegnatario non fa venir meno l’esenzione prevista per gli immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica. Ciò che assume rilievo è la funzione cui il patrimonio è stabilmente destinato e la modalità con cui viene gestito.

La questione delle case popolari sfitte

Gli immobili oggetto della controversia, si legge nella sentenza, continuano, infatti, a fare parte del sistema dell’edilizia residenziale pubblica e mantengono la loro destinazione sociale anche quando restano vuoti per il tempo necessario alla manutenzione o in attesa di una nuova assegnazione. È proprio su questo principio che si è consumato il braccio di ferro tra Aler Milano e Comune di Vimodrone.

L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Dario Veneroni aveva contestato il mancato versamento dell’Imu, ritenendo che gli alloggi non occupati non potessero beneficiare dell’agevolazione fiscale.

La Corte, invece, ha sposato la tesi dell’Azienda regionale, affermando che la momentanea assenza di un inquilino rappresenta una situazione contingente che non modifica la destinazione strutturale dell’immobile. Di conseguenza, anche le pertinenze funzionalmente collegate agli appartamenti conservano il diritto all’esenzione.

Il Municipio presenterà ricorso?

Si tratta, almeno per ora e in vista di una possibile impugnazione da parte del Comune, di una vittoria limitata al primo grado di giudizio. La questione è infatti tutt’altro che chiusa. Sul tema sono ancora aperti diversi contenziosi e in passato non sono mancate sentenze sfavorevoli ad Aler, in un vortice di verdetti spesso anche in contraddizione l’uno con l’altro.
Tuttavia il pronunciamento della Corte milanese assume un valore significativo perché rafforza un’interpretazione che guarda alla funzione sociale del patrimonio Erp più che alla situazione del singolo alloggio.

Una lettura che, almeno in parte, trova riscontro anche nella risoluzione emanata dal ministero dell’Economia e delle Finanze nel marzo 2023. In quel documento il Mef aveva riconosciuto la possibilità di mantenere l’esenzione anche per gli immobili temporaneamente sfitti, purché il periodo di inutilizzo fosse legato agli interventi necessari per renderli nuovamente assegnabili, indicando come orientativo un arco temporale compreso tra quattro e sei mesi e rimettendo comunque ai Comuni la disciplina concreta attraverso i propri regolamenti.

La situazione finanziaria dell’ente regionale

Per Aler la posta in gioco è tutt’altro che marginale. Secondo il presidente Alan Rizzi, l’Imu pesa mediamente per circa 12 milioni di euro all’anno sui bilanci dell’Azienda che fa capo alla Regione. Risorse che, in caso di consolidamento di questo orientamento giurisprudenziale, potrebbero essere destinate alla riqualificazione degli alloggi e alla loro più rapida riassegnazione.

Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che in Lombardia gli alloggi popolari sfitti sono circa 23mila, oltre 11.500 dei quali nel solo territorio milanese. Il possibile alleggerimento del carico fiscale arriva in un momento estremamente delicato per le casse di Aler.

Nella relazione del Collegio sindacale al consuntivo 2025 viene descritto un quadro di «marcato deterioramento della situazione economico-finanziaria», con difficoltà sempre più concrete nel far fronte ai pagamenti. Nel 2024 l’Azienda ha sostenuto circa 37,8 milioni di euro di spese fiscali a fronte di ricavi da locazione pari a 106,6 milioni: oltre il 35% dei canoni incassati viene assorbito dal fisco, in particolare da Imu e Ires.

Alla pressione fiscale si aggiungono debiti verso i fornitori saliti in un anno da 103 a quasi 113 milioni di euro, oltre ad altri 23,3 milioni di esposizioni verso gestioni condominiali e servizi in autogestione. Nel frattempo sono aumentati anche gli interessi di mora, passati da circa 28mila euro a oltre 605mila euro, mentre il blocco dei pagamenti ha già determinato tensioni con diversi fornitori e l’avvio di azioni giudiziarie.