Un lungo silenzio, quasi irreale, ha aperto la cerimonia di commemorazione dedicata a Sofia Castelli, nel terzo anniversario della sua uccisione.
Tre anni fa il femminicidio di Sofia
Il 29 luglio 2026, alle 18, decine di persone si sono ritrovate nel cimitero di via Longarone di Cologno Monzese per ricordare la 20enne vittima di femminicidio nel 2023, quando l’ex fidanzato Zakaria Atqaoui la uccise con numerose coltellate dopo aver trascorso l’intera notte nascosto nell’armadio della sua abitazione in attesa del suo rientro.
La commemorazione a Cologno Monzese
Al camposanto erano presenti circa un centinaio tra amici, conoscenti e semplici cittadini che avevano conosciuto Sofia, e altri che non l’avevano mai incontrata, ma che hanno voluto essere vicini alla sua famiglia.
Dopo il momento di raccoglimento ha preso la parola il sindaco Stefano Zanelli, che ha ricordato come Cologno Monzese abbia il dovere di non dimenticare Sofia, studentessa universitaria della Bicocca di Milano. “La comunità non può e non deve dimenticare Sofia Castelli”, ha sottolineato il primo cittadino, ribadendo la vicinanza dell’intera città ai genitori e ai familiari della giovane.
La scuola in Africa che porterà il suo nome
Successivamente è intervenuta Daniela Zurria, la madre di Sofia.
“Sono profondamente colpita dalla numerosa partecipazione e vi ringrazio di cuore per essere qui – ha dichiarato – Siamo felici di annunciare un nuovo progetto che porterà il suo nome fino in Kenya”.
L’impegno nato dalla memoria di Sofia continua, infatti, a tradursi in iniziative concrete. Tra queste c’è “Ora parla Sofia”, il progetto promosso dall’associazione Scarpetta Rossa che porta nelle scuole percorsi di educazione e sensibilizzazione per riconoscere i primi segnali della violenza e delle relazioni basate sul possesso.
È stato inoltre istituito il Fondo Sofia Castelli di Cadmi, destinato a sostenere i bambini vittime indirette della violenza di genere accolti nelle case protette insieme alle loro madri.
A queste iniziative si aggiunge la campagna di solidarietà internazionale “Sofia Castelli School”, finalizzata alla ricostruzione di una scuola in Kenya distrutta da un incendio. E che al termine dei lavori, finanziati con una raccolta fondi lanciata sulla piattaforma “Rete del dono”, porterà il suo nome.
Il toccante botta e risposta con un ragazzo
Tra i momenti più significativi della commemorazione ce n’è stato uno che difficilmente verrà dimenticato. Al termine della cerimonia, un po’ in disparte, un giovane di origine nordafricana si è avvicinato alla madre di Sofia per presentarsi. Non conosceva personalmente la ragazza, ma ha voluto essere presente per testimoniare la propria vicinanza.
Con grande semplicità, maturità e in un perfetto italiano, le ha porto le condoglianze e le ha detto: “Volevo dirle che mi dispiace e che non siamo tutti uguali”. Daniela gli ha risposto senza esitazione: “Ma certamente, lo so”, con uno sguardo che solo una madre ha.
Uno scambio breve, ma intenso, accolto con emozione da chi era presente e capace di trasmettere un messaggio di umanità che va oltre ogni pregiudizio.
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Un ricordo personale
Per chi scrive, il ricordo di Sofia ha radici più lontane nel tempo. L’avevo conosciuta quando frequentava la scuola elementare, durante un progetto scolastico di cui ero il relatore. Era seduta al terzo banco. Quando riconobbi negli occhi di quella bambina lo sguardo del padre Diego, che era stato mio compagno di classe alle elementari, glielo dissi. Sofia sorrise. Un sorriso che non ho mai dimenticato. I suoi occhi si illuminavano quando era felice. Negli anni successivi l’ho incontrata più volte per le vie di Cologno Monzese e quello stesso sorriso tornava ogni volta, con la stessa spontaneità.
Alla commemorazione erano presenti, tra gli altri, anche il vicesindaco Loredana Manzi e gli assessori Andrea Arosio e Loredana Verzino, insieme alle consigliere comunali Laura Ferrari e Monica Casiraghi, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni alla famiglia e dell’impegno della città nel custodire la memoria di Sofia.
La condanna e la reclusione dell’ex fidanzato
L’ex fidanzato, riconosciuto colpevole del delitto, sta scontando una pena a 24 anni. Una condanna che, come spesso accade nei casi di femminicidio, lascia inevitabilmente la sensazione che nessuna sentenza possa restituire ciò che è stato tolto. Tre anni dopo, Cologno Monzese continua a ricordare Sofia Castelli non soltanto con il dolore, ma trasformando il suo ricordo in impegno, educazione e solidarietà. È questo il modo scelto dalla sua famiglia e dalla comunità per far sì che il suo sorriso continui a vivere e che la sua storia possa contribuire a evitare altre tragedie.