polemica

Sentenza del Tar sul Pgt, la replica alla sindaca dell’ex presidente del Consiglio comunale

Eliana Capizzi (La Svolta) risponde agli attacchi di Elisa Balconi dopo il via libera del Tribunale al Pgt: "Il ricorso non era contro di me"

Sentenza del Tar sul Pgt, la replica alla sindaca dell’ex presidente del Consiglio comunale

Replica di Eliana Capizzi, della lista di minoranza a Cassina de’ Pecchi La Svolta, agli attacchi della sindaca Elisa Balconi in seguito alla sentenza del Tar che di fatto mette una pietra tombale sul Consiglio comunale del gennaio 2024 inerente al Pgt.

La seduta della discordia

Allora Capizzi era presidente del Consiglio comunale e, dopo la riunione di capigruppo, evidenziando la mancanza di alcuni documenti, aveva stralciato la trattazione del Piano di governo del territorio dall’ordine del giorno. Durante la seduta di chiarò i lavori chiusi, una volta trattati tutti i punti che non fossero il Pgt.

Ad abbandonare l’aula però, furono solo lei e le liste di minoranza. La maggioranza proseguì i lavori e approvò il documento urbanistico.

Successivamente alcuni cittadini hanno presentato ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, contestando alcune scelte del Piano. E tra gli argomenti portati è stato sollevato anche anche la delibera non fosse regolare, proprio perché la seduta era finita quando era stata chiusa dalla presidente.

Ma il Tar ha detto “no”: il Pgt è valido.

La replica di Capizzi

La sindaca Balconi, letta la sentenza, è tornata ad attaccare Capizzi che ha quindi replicato:

Sindaco Balconi, il ricorso era al Tar, ma il pensiero fisso sembra essere Eliana Capizzi. Leggo con curiosità le dichiarazioni del Sindaco a commento della sentenza del Tar sul Pgt.

Colpisce, anzitutto, un fatto: non ero parte del giudizio, il ricorso non è stato proposto dalla sottoscritta e il Tar non mi vedeva tra le parti processuali.

Eppure, nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il sindaco sente il bisogno di trasformare una sentenza amministrativa in un attacco personale nei miei confronti.

È lecito domandarsi perché. Se davvero la sentenza rappresenta, come sostiene, una vittoria dell’Amministrazione, sarebbe stato sufficiente illustrarne i contenuti. Invece, ancora una volta, il nome di Eliana Capizzi diventa il centro del comunicato politico.

Mi permetto inoltre di ricordare al sindaco che parlare di “abbandono dell’aula” come se fosse un comportamento illecito o antidemocratico è una ricostruzione che non tiene conto di un dato altrettanto oggettivo: il procedimento penale instaurato dal Comune nei miei confronti e nato da quella vicenda si è concluso con l’archiviazione.

Continuerò, come sempre, a rispettare le decisioni dell’Autorità giudiziaria, anche quando non coincidono con le mie valutazioni politiche. Mi auguro che il sindaco faccia altrettanto, evitando di utilizzare ogni occasione per alimentare polemiche personali nei confronti di chi, evidentemente, continua a occupare un posto privilegiato nei suoi pensieri.

Per il resto, le sentenze si leggono. Le ossessioni, invece, si commentano da sole.

(nell’immagine in evidenza Capizzi è la quarta da sinistra ai tempi in cui era presidente del Consiglio)