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Scuolabus, vola il costo della linea Blu: genitori infuriati per il rincaro

A Cassina de' Pecchi, dopo il flashmob sotto il Municipio, la tratta non è più stata cancellata, ma ora le tariffe sono quasi raddoppiate e per giunta senza fasce Isee

Scuolabus, vola il costo della linea Blu: genitori infuriati per il rincaro

Dopo la raccolta firme e il flash mob del 13 luglio 2026, i genitori che si sono sollevati per salvare il servizio della linea Blu dello scuolabus di Cassina de Pecchi hanno ottenuto il tanto atteso incontro con la sindaca Elisa Balconi. Dall’appuntamento è emersa la possibilità di reintegrare la linea Blu come richiesto dai genitori, ma con un incremento di prezzo.

Le nuove tariffe

In questi giorni sono però arrivati i conteggi, che non erano certo quelli sperati. La linea Blu, ora presente sul portale per le iscrizioni, prevede infatti quasi un raddoppio dei prezzi: 450 euro all’anno nel caso i bambini fossero meno di 29, oppure 500 euro nel caso il numero di iscritti al servizio fosse superiore.

Una decisione che ha fatto insorgere i genitori, i quali non si aspettavano un aumento così importante e, soprattutto, che questo coinvolgesse solo una delle due linee del servizio. La linea Rossa, infatti, oltre a un normale adeguamento tariffario, non sembra abbia subito notevoli aumenti. Il commento di alcuni genitori:

Siamo amareggiati… anzi di più, molto di più, come se la Blu fosse una linea di serie B. È un servizio per la cittadinanza che non può essere garantito solo ad alcune zone.

Un’altra differenza notata è il fatto che la linea Blu non prevede più riduzioni in base alla fascia Isee come per la Rossa, ma prevede la sola soglia del numero di iscritti.

Gli scenari futuri

Il genitore deve quindi iscriversi per poter sapere la cifra finale, accettando il range proposto che però verrà confermato solo in una seconda fase.

Le ipotesi sono quindi due, come fanno notare mamme e papà. I genitori decideranno di sobbarcarsi tali oneri oppure no. Se la risposta fosse negativa il servizio potrebbe dunque definitivamente cessare per mancanza del numero di iscritti, deresponsabilizzando di fatto il ruolo del Comune nella scelta finale.