Le cronache bollenti dall’ospedale San Carlo di Milano avevano fatto discutere. Il racconto di Filippo Coppola, consigliere comunale di Cernusco sul Naviglio, socialista eletto tra le fila del Partito democratico, pubblicato sabato 4 luglio 2026 dalla Gazzetta della Martesana, aveva sollevato l’attenzione sulle condizioni del reparto di Chirurgia vascolare, dove l’aria condizionata era fuori uso e le dotazioni per i pazienti risultavano carenti. A distanza di due settimane, però, la situazione non è cambiata.
“La situazione non è cambiata”
Coppola, che aveva denunciato pubblicamente le criticità incontrate durante la sua degenza, torna a parlare per fare il punto:
Nonostante l’eco mediatica, la situazione non è migliorata. I ventilatori che avevamo richiesto non sono ancora arrivati, le carrozzine sono sempre le stesse, e i bagni restano inadeguati per chi ha difficoltà di deambulazione
Il consigliere, da politico d’altri tempi che sogna di migliorare qualcosa nel mondo, non ha mai smesso di denunciare le storture del sistema che, a suo avviso, ledono i diritti dei cittadini.
Caldo e disservizi
Ricoverato alcune settimane fa nel reparto di Chirurgia vascolare, aveva così descritto la situazione:
L’aria condizionata non è funzionante così noi ricoverati boccheggiamo, ma anche il personale. Il caposala più di dieci giorni fa aveva avanzato la richiesta per ottenere almeno quattro ventilatori, che non sono arrivati.
E ancora:
In un reparto con venti posti letto abilitati, a disposizione ci sono solamente tre carrozzine: una è rotta, una è senza poggiapiedi e l’altra ha un equilibrio precario.
Tutti i pazienti qui hanno problemi di deambulazione, e per andare in bagno con l’ausilio della carrozzina bisogna aspettare che se ne liberi una
Anche i servizi igienici restano un nodo critico:
I sei bagni comuni hanno sanitari normali, non quelli per persone che devono gestire una disabilità, anche solo temporanea per il periodo della degenza
“Personale eccellente, struttura no”
Ciò che crea rammarico in Coppola è il fatto che non si tratta di problemi insormontabili.
Anche in una struttura datata come quella del San Carlo, in attesa di interventi strutturali più importanti, basterebbe poco per alleviare i disagi per i ricoverati.
Lavorare in un ambiente più efficiente premierrebbe le professionalità dei presenti, prima ancora delle rivendicazioni economiche delle diverse categorie.
È un peccato che succedano queste cose dove la professionalità del personale ‘si taglia a fette’, a partire dalle operatrici socio sanitarie, passando dal corpo infermieristico e caposala, arrivando ai medici chirurghi.
Tutti professionisti di prim’ordine sia per quanto riguarda il rapporto col paziente sia per l’altissima professionalità che esprimono. Sarebbe ora che le strutture fossero all’altezza del loro impegno