l'allarme

Case di piazza Brugola, la convenzione scade: quindici famiglie a rischio sfratto

A Cernusco sul Naviglio gli alloggi in edilizia sovvenzionata, costruiti nel 1997, perderanno i vincoli sul canone agevolato a marzo 2027. Forza Italia: "Servono soluzioni per gli inquilini in difficoltà"

Case di piazza Brugola, la convenzione scade: quindici famiglie a rischio sfratto

Quindici famiglie rischiano di trovarsi per strada tra meno di un anno. Sono gli inquilini degli alloggi in edilizia sovvenzionata di piazza Brugola a Cernusco sul Naviglio, costruiti nel 1997 dalla società Cernusco 2000 (poi divenuta Cernusco 2010) nell’ambito del piano di recupero dell’area ex Gondrand. A marzo 2027, la convenzione che lega la proprietà al mantenimento di un canone agevolato scadrà, e per molti nuclei familiari si apre uno scenario critico.

L’appello: “Occorre muoversi per tempo”

A richiamare l’attenzione su quella che chiama una “bomba sociale a orologeria” è Daniele Cassamagnaghi di Forza Italia.

Sono anni mi batto per questa situazione incresciosa.

Ha detto recentemente in Consiglio comuanale

La maggior parte degli inquilini versa in condizioni di fragilità economica e sociale. Alcuni avrebbero già ricevuto comunicazione dalla proprietà circa la volontà di non rinnovare i contratti di locazione alle stesse condizioni una volta scaduti i vincoli.

“Comune parte attiva”

L’Amministrazione comunale, pur non avendo obblighi diretti legati alla convenzione originaria, si è attivata per monitorare la situazione. La sindaca Paola Colombo nella stessa occasione ha spiegato che il Comune non ha compiti di segnalazione o vigilanza sugli accordi tra privati, ma si è comunque reso parte attiva.

A partire da aprile sono stati avviati colloqui con i vertici della società e successivamente con gli stessi inquilini, per comprendere le rispettive posizioni e valutare eventuali margini di intervento.

Dagli incontri con le famiglie è emerso un quadro di forte preoccupazione, alimentato anche dagli avvisi ricevuti dalla proprietà sulla scadenza dei contratti.

L’Amministrazione ha quindi avviato un’indagine approfondita sulla situazione socio-economica di ciascun nucleo, in modo da poter attivare, dove necessario, i sostegni previsti per le emergenze abitative, così come già avviene per altri cittadini in difficoltà.

Una vicenda ultraventennale

La vicenda ha radici lontane. A fine anni Novanta, la società ottenne un finanziamento regionale di oltre sei miliardi di lire per realizzare il progetto residenziale, con l’obiettivo di offrire alloggi a canone calmierato a famiglie con redditi bassi.

Negli anni, tuttavia, molti inquilini avevano contestato giudizialmente la proprietà, sostenendo che i canoni applicati non rispettassero gli accordi. Le cause si erano risolte senza esito favorevole per i conduttori.

Ora, a trent’anni di distanza, i vincoli della convenzione del 1997 stanno per cadere. La proprietà potrà disporre liberamente degli alloggi, mentre le famiglie più fragili temono di ritrovarsi senza un tetto.

La vicenda, già oggetto di dibattito politico in passato, torna così alla ribalta come una questione sociale urgente, in attesa di soluzioni concrete.