Un dibattito nato su una mozione presentata dalla minoranza, riguardante il contrasto ai furti di fiori nei cimiteri e la regolamento degli ambulanti, si è trasformato nell’ultimo Consiglio comunale di ieri sera, lunedì 6 luglio 2026, a Gorgonzola in un durissimo scontro ideologico. Al centro della polemica, un botta e risposta al vetriolo tra il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabio Iannotta, e la sindaca Ilaria Scaccabarozzi, che ha poi innescato una reazione a catena dei vertici regionali e provinciali del partito di Giorgia Meloni.
Il botta e risposta in aula
La miccia è stata accesa dalle dichiarazioni del consigliere Iannotta, che ha accusato la maggioranza di centrosinistra di chiusura mentale:
Viene fuori l’emblematicità di come siete voi, tipici rappresentanti della sinistra, per cui tutto ciò che non corrisponde al vostro pensiero è sbagliato. Se gli altri non la pensano come voi, allora non esiste. Siete di mentalità ristretta. Noi al contrario abbiamo aperture che la vostra ideologia non vi consente di avere
La replica della sindaca non si è fatta attendere ed è stata durissima, puntando direttamente sui simboli identitari del partito di minoranza:
Da un consigliere che nel suo simbolo ha la fiamma questi discorsi non trovano campo. Attenzione ad accusare gli altri di questi comportamenti quando il partito di cui fai parte, che ha un bel simbolo con la fiamma e che una volta aveva scritto Movimento sociale sotto, è l’esempio del fascismo in Italia e ha al suo interno persone che tendono a non staccarsi nemmeno pubblicamente dall’ideologia fascista. Lezioni da te e nemmeno da quelli del tuo partito sulla democrazia non le prendiamo
La reazione di Fratelli d’Italia: “Atteggiamento antidemocratico”
Le parole della prima cittadina hanno scatenato l’immediata reazione del centrodestra. Fabio Iannotta ha commentato a caldo l’accaduto definendo il comportamento della sindaca “antidemocratico” e contrario ai principi di inclusione sbandierati dalla sinistra
Ci ha dato dei fascisti per il solo fatto di avere la fiamma nel logo, dimostrando di non consentire un dialogo partecipato
ha detto Iannotta.
Il caso è rimbalzato rapidamente fuori dai confini comunali, sollevando le reazioni dei vertici del partito a livello regionale e provinciale. Christian Garavaglia, capogruppo FdI in Consiglio regionale, ha definito le affermazioni della sindaca “del tutto inappropriate per chi ricopre un ruolo istituzionale. Sostenere che un rappresentante di FdI sia fascista per la fiamma significa alimentare una narrazione ideologica che nulla ha a che fare con il confronto democratico”.
Anche Carlo Maccari, coordinatore regionale FdI, ha espresso solidarietà a Iannotta, ribadendo che “la politica è dialogo, non intolleranza” e giudicando inaccettabili le parole della sindaca. C’è chi ha parlato di comportamento “vergognoso”:
Da un lato la sinistra parla di inclusione e partecipazione, dall’altro si tenta di mettere a tacere chi manifesta opinioni differenti. Questo è pensiero unico, non pluralismo democratico
ha detto Riccardo Melias, coordinatore FdI Adda Martesana. A fargli eco anche Guglielmo Villani, coordinatore provinciale FdI Milano, che ha espresso preoccupazione per il clima politico:
“Liquidare come fascista chiunque esprima idee differenti impoverisce il dibattito politico a discapito della comunità”.