B-Food, Euroristoro, Passoni & Di Mauro e Fantamondo, quattro delle società che gestiscono il marchio McDonald’s a Milano e provincia, sono state premiate in occasione dell’ottava edizione del programma di UNHCR Italia – Agenzia ONU per i rifugiati – “Welcome. Working for Refugee Integration”, per l’impegno a favore di percorsi per l’inclusione lavorativa dei rifugiati.
Ristoranti premiati per l’impegno umanitario
Grazie alla collaborazione con istituzioni ed enti locali, in alcuni ristoranti McDonald’s di Milano e provincia nel 2025 sono stati assunti oltre 50 rifugiati, inseriti con percorsi di formazione ad hoc, a partire dai corsi di lingua italiana.
Ricevere questo riconoscimento per la terza volta è una conferma del fatto che la strada che abbiamo deciso di intraprendere è quella giusta. Essere parte di una comunità, significa per noi diventarne parte attiva: per questo lavoriamo costantemente con gli attori del territorio per fare la differenza, generando valore attraverso progetti concreti come questo
commenta Giacomo Bosia, AD di B-Food ed Euroristoro e licenziatario McDonald’s a Milano e in provincia.
Questo per noi è un premio davvero importante; lo riceviamo per la quarta volta. Il progetto, costruito insieme alle istituzioni e associazioni locali, non solo vuole essere un modo per offrire un’opportunità di lavoro a chi è in difficoltà, ma anche per dare loro un luogo da dove poter ricominciare insieme a un team di colleghi pronti all’accoglienza. Come McDonald’s siamo davvero fieri di poter dare il nostro contributo alla comunità
afferma Mauro Passoni, AD di Passoni & Di Mauro e licenziatario McDonald’s a Milano.
Dal rapporto finale dell’ottava edizione di “Welcome. Working for Refugee Integration”, il programma di UNHCR Italia che promuove l’inclusione delle persone rifugiate nel mercato del lavoro italiano emerge che nel 2025 sono stati attivati 18 mila e 600 percorsi professionali, con un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. Le aziende premiate sono 230, tre in più rispetto al 2024. Dall’avvio del programma, il numero delle candidature ricevute è quasi quadruplicato, passando da 67 del 2017 a 258 nel 2025. Risultati che non rappresentano soltanto indicatori di crescita, ma segnali chiari di un cambiamento strutturale nell’attenzione delle imprese all’inclusione lavorativa dei rifugiati, costruito nel tempo attraverso un impegno condiviso e oggi chiamato a consolidarsi ulteriormente.
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