RICORDO

Il bene fatto in silenzio e l’amore di una vita: Vignate saluta Piergiorgio Facchini

Chiesa gremita e commozione profonda per il 59enne dal cuore grande, volontario della Pubblica assistenza e presenza preziosa per familiari, amici e chiunque abbia incrociato il suo cammino

Il bene fatto in silenzio e l’amore di una vita: Vignate saluta Piergiorgio Facchini

Gli occhi lucidi, le lacrime trattenute e quell’abbraccio silenzioso di un’intera comunità. A Vignate, lunedì scorso, la chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio gremita in ogni ordine di posto ha accompagnato l’ultimo saluto a Piergiorgio Facchini, scomparso pochi giorni dopo aver compiuto 59 anni a causa di una malattia.

Quasi quarant’anni a Vignate e una vita spesa per gli altri

Originario di Brescia, aveva trovato la sua casa a Vignate quasi quarant’anni fa. Idraulico di professione, era diventato negli anni un volto conosciuto e apprezzato da tanti residenti.

Facendo questo mestiere, avrà cambiato i rubinetti a metà paese

ha raccontato con un sorriso velato dalla commozione la moglie Milena.

La loro storia d’amore era nata durante un’estate trascorsa in Val Trompia. Quello che sembrava un incontro casuale si era trasformato in un legame lungo una vita. Dopo i primi tempi vissuti da pendolari, Piergiorgio si era trasferito e la coppia aveva costruito insieme una famiglia, celebrando trentasei anni di matrimonio.

Io ero un fiume in piena, lui il mio argine. Era riflessivo e riusciva sempre a calmare i battiti del mio cuore – ha ricordato Milena.

Neppure negli ultimi mesi, segnati da un lungo e difficile percorso di cure, aveva perso il sorriso e quella disponibilità che tutti gli riconoscevano.

L’impegno nel volontariato e l’esempio lasciato ai figli

La sua generosità si era espressa in tanti modi: come donatore Avis, negli anni trascorsi nel Coro della Chiesa e soprattutto attraverso il servizio nella Pubblica assistenza cittadini vignatesi. Prima soccorritore, poi autista del 118, aveva fatto dell’aiuto al prossimo uno stile di vita.

Un esempio che aveva coinvolto anche la moglie Milena, entrata a sua volta nel mondo del volontariato, e la figlia Camilla, oggi impegnata nell’emergenza sanitaria e desiderosa di seguire le orme del padre diventando autista.

Accanto all’impegno verso gli altri c’era il grande amore per la famiglia: la moglie Milena, i figli Marco, Beatrice e Camilla e l’inseparabile cane Banzai, compagno delle sue passeggiate.

Non ci ha mai fatto mancare nulla. Era presente, rispettoso e aveva un cuore enorme – ha sottolineato la moglie, che ha voluto ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno fatto sentire il proprio affetto attraverso messaggi, telefonate e gesti di vicinanza.

L’ultimo dono e un amore che continua

La sua generosità lo ha accompagnato fino all’ultimo. Con la scelta di donare le cornee, Piergiorgio Facchini ha compiuto un gesto che racchiude l’essenza di una vita vissuta prendendosi cura degli altri, senza mai cercare i riflettori.

Un’eredità fatta di dedizione, umanità e piccoli gesti quotidiani che continueranno a vivere nei ricordi di chi gli ha voluto bene.

Lui è e sarà in eterno il mio per sempre – ha concluso Milena.

Parole semplici, capaci di racchiudere una vita trascorsa accanto a un uomo che, con discrezione e bontà, ha saputo lasciare un segno profondo nel cuore di chi ha avuto la fortuna di condividere con lui un tratto di strada.

Facchini durante una delle gite insieme agli amici della classe ’67