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Fermati a un controllo stradale, avevano in auto il bottino del furto ad alcuni negozi

Denunciati nella Bergamasca due giovani rumeni. Sono accusati di avere svaligiato due esercizi commerciali a Rivolta d'Adda (oltre a un altro a Caravaggio)

Fermati a un controllo stradale, avevano in auto il bottino del furto ad alcuni negozi

Due giovani rumeni fermati dai Carabinieri con la refurtiva appena rubata a Rivolta d’Adda.

I Carabinieri della Stazione di Romanengo hanno denunciato un ventenne e una diciannovenne di origine rumena, senza fissa dimora, per i reati di furto aggravato e ricettazione. I due sono stati fermati martedì 16 giugno lungo la Provinciale 591, nel territorio di Castel Gabbiano, dopo essere stati segnalati per diversi furti commessi ai danni di esercizi commerciali tra Rivolta d’Adda e Caravaggio, come riferiscono i colleghi di primacremona.it.

Il controllo stradale

Verso le 17.50, la Centrale Operativa della Compagnia di Crema ha indirizzato la pattuglia di Romanengo verso una Toyota Aygo bianca che procedeva in direzione Crema. Al momento del fermo, i due occupanti hanno manifestato nervosismo e fornito risposte contrastanti sulla loro presenza nella zona.

La successiva perquisizione del veicolo ha permesso di recuperare prodotti di cosmesi, articoli per la cura della persona e un tablet, per un valore complessivo stimato in 3.000 euro, nascosti tra il bagagliaio e i sedili posteriori.

I furti a Rivolta d’Adda

Le indagini condotte dai militari dell’Arma hanno confermato che la merce era stata asportata in tre distinti episodi avvenuti nella stessa giornata. In particolare, due dei tre colpi sono stati messi a segno a Rivolta d’Adda:

  • quattro profumi rubati in un negozio di Rivolta d’Adda;

  • altri beni per la cura della persona asportati in un secondo punto vendita del paese;

  • ulteriore materiale rubato presso un esercizio di Caravaggio.

Refurtiva restituita e indagini in corso

Il personale dei negozi coinvolti, in particolare quelli di Rivolta d’Adda, ha riconosciuto la refurtiva, che è stata integralmente restituita ai legittimi proprietari.

I due soggetti sono stati deferiti all’autorità giudiziaria, mentre prosegue l’attività investigativa per risalire alla provenienza di ulteriore materiale rinvenuto, attualmente sotto sequestro.