Lavori

Lavori a scuola: l’opposizione incalza sui cronoprogrammi

Ok ai progetti per via Gramsci e via Trieste, ma le minoranze chiedono tempi certi, più risposte e più servizi

Lavori a scuola: l’opposizione incalza sui cronoprogrammi

L’Amministrazione comunale di Cassina de’ Pecchi ha presentato le linee guida per il futuro dei plessi dell’infanzia, puntando a trasformarli in strutture Nzeb (a consumo quasi zero) in collaborazione con Ates. Il piano prevede la demolizione e ricostruzione ex novo della scuola di via Gramsci in un polo 0-6 anni integrato, con 5 sezioni di materna e nido, mentre per via Trieste si è scelta la ristrutturazione con l’efficientamento energetico che garantirà il passaggio dalla classe G alla A+++. Sebbene le proposte rispondano a urgenze strutturali evidenti e trovino il generale consenso delle opposizioni, queste ultime non firmano una delega in bianco e incalzano la giunta Balconi con critiche e richieste ben precise.

Le posizioni delle minoranze:

La lista civica Cammino Comune, pur sostenendo le idee proposte, frena gli entusiasmi parlando di pura “fase preliminare”. Esprime forte preoccupazione per la mancanza di progetti esecutivi e chiede cronoprogrammi reali:

A Cassina le tempistiche tendono a scivolare in silenzio erodendo la fiducia dei cittadini. Chiederemo aggiornamenti periodici e trasparenza sui fondi del Conto Termico richiesti per rispondere al contratto con Ates.

Si Può sottolinea la soddisfazione per il dialogo che si è instaurato, la forza politica aggiunge però suggerisce quattro proposte concreti per migliorare i progetti: sistemi di raffrescamento per i centri estivi, una biblioteca interna in via Gramsci, orti didattici e la creazione di una Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale (Cers) per reinvestire i risparmi in ambito sociale.

Andrea Parma l’ex consigliere, rivendica la paternità del polo in via Gramsci, avanzata anni fa tramite osservazioni al Pgt. Tuttavia critica il dimensionamento e la mancanza di visione complessiva:

Un nido da soli 25 posti è insufficiente a coprire il boom demografico derivante dai nuovi insediamenti residenziali. Il Comune deve dare risposte anche su viabilità, sport e servizi sociali.