Non ce l’ha fatta l’uomo di 57 anni, di origine peruviana e residente a Vaprio d’Adda, che ieri, domenica 31 maggio, era stato soccorso in condizioni disperate dopo un tuffo nell’Adda, è morto ieri sera, domenica 31 maggio 2026, poche ore dopo essere giunto in condizioni disperate all’ospedale di Treviglio.
Le condizioni erano gravissime fin dal primo momento, nonostante la pronta rianimazione sul posto, avvenuta però dopo diversi e fatali minuti in cui il 57enne era rimasto senza ossigeno.
Un tuffo per sfuggire al caldo record di maggio
A tradirlo è stata la voglia di refrigerio. L’uomo, insieme alla moglie e ad alcuni amici, stava trascorrendo il pomeriggio al Parco della diga di Sant’Anna di Canonica d’Adda. Un luogo dove era già stato molte volte. Ma il fiume non è mai sempre uguale.
Secondo le testimonianze, l’uomo, che si era immerso nell’acqua dove toccava, era finito in una buca e quasi subito è andato in difficoltà a causa della corrente. Ha iniziato ad annaspare, chiedendo aiuto tenendo una mano alzata per segnalare la sua posizione. Poi, davanti agli occhi della moglie e degli amici, è stato inghiottito dalle acque.
Due giovani che si trovavano sulla riva opposta si sono gettati immediatamente nel fiume per tentare un salvataggio eroico, ma la corrente e la profondità hanno reso vano ogni sforzo.
Soccorsi tempestivi, ma
In circa venti minuti è scattata la macchina dei soccorsi. Sul posto sono arrivati l’elisoccorso da Como, il nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) di Bergamo e Milano dei Vigili del fuoco, i sommozzatori volontari di Treviglio e i Carabinieri di Fara d’Adda.
Grazie alle indicazioni precise dei presenti, alla prima immersione i sommozzatori hanno individuato il corpo del 57enne, che giaceva immobile sul fondale. Recuperato d’urgenza, il personale sanitario è riuscito a rianimarlo e a trasportarlo in elisoccorso all’ospedale di Treviglio. Ma il danno cerebrale e le conseguenze dell’annegamento erano ormai irreversibili.
Il dramma si ripete: divieti ignorati, vittime annunciate
L’ennesima tragedia riaccende i riflettori sulla pericolosità dell’Adda. Nel fiume vige il divieto assoluto di balneazione, segnalato da cartelli all’inizio del percorso. Correnti insidiose, fondali irregolari, sbalzi termici e acqua gelida anche in estate: un mix letale.