Per decenni l’ex Linificio (nella foto in evidenza un rendering del progetto di recupero) è stato un gigante industriale abbandonato e degradato nel cuore di Cassano d’Adda. Dopo l’approvazione del nuovo Piano di governo del territorio, l’assessora all’Urbanistica Debora Bucca esulta perché la città prova finalmente a voltare pagina.
Queste le sue parole in una nota:
Per anni la storia dell’ex Linificio è stata la “storia triste” di Cassano. Una ferita aperta nel cuore della nostra città, un gigante industriale abbandonato a se stesso, simbolo di promesse mancate e di una burocrazia paralizzante.
Ma le storie tristi si cambiano con la volontà politica e la competenza tecnica. Ed è esattamente ciò che stiamo facendo
“L’ex Linificio bloccato per anni, ecco perché”
Secondo Bucca, il blocco decennale non è stato un caso. I vecchi Piani di governo del territorio avevano ingabbiato l’area in previsioni che sostiene fossero del tutto irrealistiche: volumetrie esagerate, standard qualitativi e quantitativi insostenibili per qualsiasi operatore privato. Così nel comunicato:
La vecchia politica si è limitata a disegnare mappe astratte sulla carta. Il risultato? Zero investitori, zero bonifiche, zero risposte ai cassanesi
Vincoli rigidi che, invece di tutelare il comparto, ne hanno decretato il declino, trasformando un potenziale polo di sviluppo in un deserto di degrado archeologico-industriale.
Secondo Bucca invece, l’attuale Amministrazione avrebbe puntato sul pragmatismo. L’intervento si articola in tre ambiti principali, con un meccanismo a dir poco innovativo.
L’ambito Linificio
L’operazione di recupero dell’immensa area dismessa (oltre 90mila metri quadrati), si sviluppa attraverso tre ambiti. Il primo è quello del Linificio PA9:
È il comparto storico da cui tutto parte. Attraverso lo strumento del Piano attuativo, azzeriamo la vecchia giungla burocratica e riduciamo drasticamente l’impatto volumetrico originario.
Stabiliamo regole chiare su un mix funzionale sostenibile (residenziale integrato nell’esistente, servizi, spazi culturali) e vincoliamo l’operatore privato a sostenere gli imponenti costi di bonifica ambientale e di recupero delle strutture storiche.
Un parco da 70mila metri quadrati
Uno dei punti più ambiziosi riguarda l’ambiente. L’operazione prevede la de-impermeabilizzazione del suolo in un’area storicamente soggetta a esondazioni e umidità di risalita. Il risultato sarà la cessione gratuita al Comune di un’area monumentale: ben 70mila metri quadrati destinati a parco pubblico.
Non solo. L’Amministrazione ha affidato la progettazione di questo polmone verde al Politecnico di Milano. Ancora Bucca:
Per garantire i più elevati standard europei di ecologia urbana e architettura del paesaggio, l’Amministrazione ha varato un preciso atto di indirizzo: il progetto di rigenerazione di questa immensa area verde è affidato alla competenza scientifica del Politecnico di Milano. Mettiamo la massima eccellenza accademica italiana al servizio di Cassano
Volumetrie “spostate” verso la tangenziale
L’ultimo capitolo è il cosiddetto ambito di atterraggio, nel quadrante occidentale del territorio, nell’Ambito ex Tangenziale AT8. La scelta dell’Amministrazione è stata di preservare l’area fluviale e di spostare i diritti edificatori, che non vengono esercitati sul Linificio, ma, appunto, trasferiti nell’Ambito ex Tangenziale AT8, vicino alla stazione ferroviaria. Si tratta del cosiddetto Transit oriented development (Tod): più residenza vicino ai nodi di trasporto, meno traffico in centro e zero consumo di suolo protetto.
Le considerazioni di Bucca:
Si tratta di una zona periferica, ma strategicamente perfetta per ospitare un quartiere moderno e residenziale: un’area già naturalmente connessa ai poli commerciali esistenti e situata nei pressi della stazione ferroviaria.
Di qui l’ulteriore “bacchettata” alle passate gestioni:
Non finanziamo sogni irrealizzabili sulla carta per poi lasciare macerie e degrado nella realtà. La rigenerazione urbana si fa semplificando i processi, eliminando l’approccio ideologico e governando i diritti edificatori con i piani attuativi, nell’interesse esclusivo della comunità.