Allievi in scena, pronti a presentare il frutto del lavoro svolto durante l’anno. L’associazione Nuove Prospettive Aps si prepara a portare al pubblico vignatese lo spettacolo “Il custode e le otto stanze”, realizzato dai corsisti del laboratorio di recitazione Over 60 della scuola di recitazione. Appuntamento martedì 26 maggio alle 21 presso l’auditorium di Vignate in via Roma.
Corsisti Over 60 sul palco
Si tratta di una performance che permetterà agli attori di condividere con il pubblico il frutto di un lavoro svolto durante questo nuovo anno “accademico”, che ha chiamato tutti quanti ad alzare l’asticella e a impegnarsi in un percorso di approfondimento sull’interpretazione del personaggio, confrontandosi con testi autoriali di non sempre facile comprensione.
La piecè alternerà momenti di grande ilarità a momenti più drammatici, portando così gli spettatori a destreggiarsi tra emozioni contrastanti e spingendoli a maturare, ciascuno, una personale riflessione sulle tematiche toccate nei vari quadri.
Sinossi dello spettacolo
“Il custode e le otto stanze” è uno spettacolo corale e metateatrale ambientato durante l’ultima notte di vita di un vecchio palazzo destinato alla demolizione. Nel cortile, sotto la guida enigmatica di Clov il Custode, si ritrovano gli abitanti e i personaggi che hanno animato le sue stanze: figure eccentriche, fragili, poetiche e profondamente umane, ciascuna portatrice di una storia, di un’attesa o di una ferita. Attraverso una successione di scene ispirate a grandi autori del teatro contemporaneo – da Beckett a Ruccello, da Campanile a Eduardo, fino ad Almodóvar – si intrecciano vicende surreali, ironiche e malinconiche: una coppia incapace di organizzarsi per andare a teatro, donne che parlano d’amore e incomprensione, personaggi sospesi nell’attesa, anime smarrite in cerca di una stanza o di un posto nel mondo. Ogni quadro è una “stanza” simbolica, uno spazio della memoria e dell’identità.
Il palazzo diventa così metafora dell’esistenza: un luogo che custodisce desideri, abitudini, paure e relazioni, destinato però a scomparire. Mentre l’alba si avvicina e l’edificio emette i suoi ultimi scricchiolii, i personaggi comprendono che non stanno solo lasciando una casa, ma anche una parte di sé. Tuttavia, nel finale, la distruzione si trasforma in possibilità di cambiamento: ciò che finisce non muore davvero, ma si trasforma in memoria, esperienza e nuovo inizio. Uno spettacolo poetico e corale che celebra il teatro come luogo di incontro tra vite diverse, sospese tra comicità e nostalgia, realtà e sogno.
