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Aldo Foà e il Bel Paese: la storia di Galbani (e dell’Italia dell’epoca) attraverso le pubblicità

Sabato 16 maggio alle 16 presso la biblioteca di Melzo inaugurazione della mostra dedicata a uno dei geni della pubblicità del Novecento

Aldo Foà e il Bel Paese: la storia di Galbani (e dell’Italia dell’epoca) attraverso le pubblicità

Non è soltanto una mostra, ma un viaggio alla scoperta di un’epoca del nostro Paese attraverso… il Bel Paese. Il formaggio che ha fatto la storia della Galbani e di Melzo è protagonista della mostra allestita presso la biblioteca Vittorio Sereni di via Agnese Pasta.

L’archivio Galbani in biblioteca

La biblioteca Vittorio Sereni, infatti, ospita l’archivio storico Galbani, grazie ad una convenzione tra il Comune di Melzo e la Società Lactalis, attuale proprietaria della Egidio Galbani spa, garantendo la conservazione, la valorizzazione e l’accesso a fini di studio e culturali. Si tratta di materiale di varie tipologie: documenti, fotografie, cataloghi di prodotti, riviste interne, pubblicità di vario formato, cartoline, album, figurine, etichette etc. Nel suo complesso l’archivio copre un arco cronologico di circa cent’anni, dall’avvio dell’attività in Valsassina a Ballabio nel 1882 fino agli anni Novanta del secolo scorso.

Una mostra dedicata alla pubblicità

In occasione degli anniversari variamente tondi (1876, 1896, 1906, 2006 e si aggiunga pure il 1936 con l’acquisizione del Salumificio Melzese) il Comune di Melzo in collaborazione con il Gruppo Lactalis Italia organizza presso la Biblioteca Vittorio Sereni Melzo una mostra su un capitolo inedito della storia aziendale: “Aldo Foà e il Bel Paese. Pubblicità Galbani 1928-1939”, a cura del libraio antiquario Andrea Tomasetig.

Il capitolo inedito è preceduto da alcuni rari esempi di pubblicità delle origini. La mostra offre poi una selezione delle oltre duecento stampe tipografiche originali in bianco e nero per il Bel Paese che documentano la lunga campagna di comunicazione affidata a Foà e alla sua agenzia milanese Plus Ultra.

Una storia che si intreccia con quella della Nazione

Quella di Foà non può essere descritta come una “semplice” campagna pubblicitaria, ma una  campagna così articolata durata ben undici anni che ha pochi paragoni nell’intera storia aziendale nazionale. Va dato atto al suo autore di non aver mai perso brio e capacità di stupire nei testi e nelle immagini, variando anche il registro grafico a seconda delle situazioni. Moderno nelle soluzioni, alterna riferimenti al movimento Novecento, architetture che rimandano al futurismo, interni borghesi art déco e vignette caricaturali. Non tutta la sua produzione è in bianco e nero, come documentano alcuni deliziosi piccoli album a colori per bambini con storie illustrate e commentate in rima.

Ma il 1938 irrompe dolorosamente nel lavoro e nella vita. In seguito alle leggi razziali la Plus Ultra è denominata “azienda ebraica” e il 9 ottobre 1939 Aldo Foà cessa l’attività, scomparendo nel nulla. Non risultando il suo nome nelle liste dei deportati né altrove, si può forse immaginare un espatrio sotto nuova identità. In ogni caso la sua sorte resta un mistero.

L’inaugurazione della mostra è prevista sabato 16 maggio alle 16 presso la biblioteca, con l’esposizione che resterà visitabile sino al 27 giugno.