Un progetto che ha riscosso interesse e apprezzamento anche a livello internazionale, e a presentare i primi risultati raggiunti alla prestigiosa platea della Conferenza Internazionale sulla Deprescrizione, tenutasi nei giorni scorsi a Montreal, Canada, è stata la dottoressa Rita Cursano, direttore della Struttura Complessa di Farmacia Aziendale Asst Melegnano Martesana e responsabile scientifico del progetto che ha come obiettivo il miglioramento della sicurezza delle terapie croniche.
Uno studio sull’assunzione di medicinali nei pazienti cronici
Il progetto, che coinvolge 7 Asst ed è finanziato da Aifa, ha previsto l’analisi dei dati raccolti nel corso di interviste effettuate ad un elevato numero di assistiti che assumono una politerapia (più farmaci) e che sono affetti da almeno due patologie (sono stati arruolati negli ambulatori dei medici partecipanti).
Dopo l’intervista condotta da farmacisti monitor adeguatamente formati, i dati vengono elaborati con un software e approfonditi dal punto di vista farmacologico e farmaceutico (anche con la consultazione di letteratura scientifica). I casi più complessi vengono discussi con un gruppo di medici interni all’ospedale con l’intento di modificare lo schema terapeutico e ridurre al minimo il rischio farmacologico
Negli ultimi due anni, ha spiegato la dottoressa Cursano, «è stato avviato in azienda un impegnativo percorso di formazione e consapevolezza con medici e primari di varie discipline (internisti, diabetologi, nefrologi, cardiologi, oncologi, nutrizionisti, Medici di medicina generale) coordinati dalla Farmacia per migliorare la sicurezza della terapie con approfondimento anche sull’assunzione di integratori, su alcune abitudini alimentari, sulla manipolazione di alcuni medicinali per persone che non possono deglutire o hanno una accesso per nutrizione enterale, sulla aderenza alle terapie, sulla conservazione».
Dai dati e dalla relazione presentata in occasione della Conferenza, è emerso che alcuni farmaci, principalmente di autoprescrizione, dovrebbero essere sospesi, sostituiti o assunti a distanza gli uni dagli altri. L’interesse suscitato a livello internazionale dallo studio coordinato dall’Asst conferma l’innovatività del progetto e la elevata professionalità di tutti i sanitari che partecipano allo studio.
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