Bastano poche ore di temporale e via Cevedale a Cernusco sul Naviglio si trasforma. L’acqua sale, i campi spariscono sotto uno specchio d’acqua che si allarga. I residenti, ormai abituati, hanno un nome per quello spettacolo: “Lake Cernusco”.
Questa volta a scattare la foto è stato un cittadino, che ha inviato l’immagine alla redazione subito dopo i temporali di questi giorni. Lo scatto ritrae i campi agricoli tra via Bassano e via Cevedale completamente allagati, con l’acqua che invade le strade adiacenti.
Ma la foto non racconta solo un disagio meteorologico. Sullo sfondo c’è una questione urbanistica che a Cernusco divide da mesi: il terreno in questione è un lotto reso edificabile una ventina di anni fa, anche se solo l’estate scorsa è stato approvato il piano attuativo che porterà all’edificazione di nove palazzine di tre e quattro piani. Un progetto contestatissimo dalle forze ambientaliste.
La denuncia dei residenti
Questo il messaggio inviato alla redazione da un abitante della zona
Questa è una foto dei campi di via Bassano e via Cevedale dopo il temporale di questo pomeriggio (ieri, mercoledì 6 maggio 2026, ndr). Io lo chiamo Lake Cernusco
Succede dopo ogni temporale.
Quindi il riferimento al progetto di edificare su quel campo nove palazzine:
Provate a immaginare quando al posto dei campi, che assorbono per quanto possibile la pioggia, ci sarà tanto bell’asfalto impermeabile.
Cosa prevede il progetto
Lo stesso terreno immortalato dall’allagamento è al centro di un piano attuativo approvato dal Comune lo scorso agosto. Il progetto prevede la costruzione di nove palazzine più un centro civico comunale su circa 14 mila metri quadrati di terreno attualmente coltivato.
A opporsi al progetto, in particolare, l’associazione ambientalista Bene Comune Cernusco, che lo scorso autunno ha inviato una diffida al Comune.
La diffida degli ambientalisti: “Dati obsoleti e rischio idraulico sottovalutato”
Il cuore della contestazione riguarda la sicurezza idraulica. Secondo l’associazione, le valutazioni alla base del progetto si fonderebbero su “dati obsoleti e non aggiornati rispetto alle mutate condizioni meteoclimatiche”, che negli ultimi anni hanno visto un incremento degli eventi meteorologici estremi.
La portavoce Jasmine La Morgia nell’occasione aveva sottolineato quella che definiva una contraddizione: la stessa delibera di approvazione del piano riconosce la necessità di ridurre l’impermeabilizzazione del suolo e mitigare il rischio idraulico, ma al tempo stesso dichiara il piano immediatamente eseguibile.