Bilancio

Cassina de Pecchi chiude con un bilancio positivo e un tesoretto da 1,2 milioni per il 2026

Conti in ordine e patrimonio in crescita, ma l'opposizione incalza su manutenzioni e servizi giovanili

Cassina de Pecchi chiude con un bilancio positivo e un tesoretto da 1,2 milioni per il 2026

L’analisi del rendiconto 2025 è stato al centro dell’ultimo Consiglio comunale di Cassina de’ Pecchi di martedì 28 aprile 2026 L’esercizio 2025 si chiude con un bilancio in miglioramento e un avanzo libero di 1 milione e 200mila euro. Il rendiconto, presentato in aula dal vicesindaco con delega al Bilancio, Marco Beccaria, fotografa un ente capace di generare, risorse che potranno essere utilizzate per fronteggiare imprevisti, sostenere i servizi sociali e mantenere gli equilibri di bilancio; non possono invece essere spesi per progetti ordinari, duraturi e programmati.

La maggioranza ha sottolineato la gestione oculata delle risorse pubbliche: riscossioni e pagamenti ormai si equivalgono e il patrimonio comunale è cresciuto di 391 mila euro, grazie agli investimenti effettuati nelle opere pubbliche che hanno aumentato il valore dei beni della comunità.

L’unico segno negativo è nel conto economico e ammonta a circa 200 mila euro:

Il Comune non è un’azienda che deve fare utile ma un erogatore di servizi. Quella passività deriva proprio dall’aver utilizzato fondi accantonati per far fronte e spese impreviste.

Le critiche dall’opposizione

Nonostante i numeri positivi, l’opposizione non ha risparmiato critiche, puntando il dito contro un’eccessiva prudenza. La riflessione espressa da tutti i consiglieri di minoranza è che un avanzo di 1,2 milioni è il segno di interventi mancati: dalle manutenzioni ordinarie al decoro urbano, fino alla gestione del Cag (Centro aggregazione giovanile).

Critica la consigliera Francesca Colombo della lista Si Può:

La prudenza ha un limite. Si potevano finanziare progetti di partecipazione civile o risolvere altre questioni in sospeso

Le critiche toccano anche le spese di rappresentanza e le spese per consulenze esterne, sollecitando l’Amministrazione a usare i fondi per progetti di maggior interesse collettivo, invece di “tenere fermo il paese”.

Il personale comunale, evasione e Tari

Il bilancio conferma anche le croniche difficoltà sul fronte del personale: Cassina conta un dipendente ogni 206 abitanti, al di sotto della media ottimale, ma non ci sono ancora i margini per inserire nuove voci nelle spese vincolate.

Sul fronte entrate, resta alta l’attenzione sulla lotta all’evasione Imu e Tari, che si attesta intorno al 10%. Per le sanzioni stradali, il Comune sta valutando di affidarsi a società private per velocizzare i recuperi, oggi rallentati dai tempi dell’Agenzia delle entrate.

L’avanzo sarà ora al centro delle variazioni di bilancio dei prossimi mesi: la sfida sarà bilanciare la tenuta dei conti con le richieste di servizi che arrivano dai cittadini e dalla spese impreviste date dall’attuale situazione internazionale.

Nella seduta confermata anche la riduzione della Tari probabilmente per il solo 2026, dato che il 2027 sarà caratterizzato da un incremento della spesa dovuto alla nuova distribuzione automatica dei sacchi di raccolta differenziata.

In sede i bilancio erano stati forniti due generici indicatori di spesa ridotta: il 5% per le utenze domestiche e il 10% per quelle non domestiche.

In Consiglio si sono sottolineati due esempi in abitazioni tipo: 50 metri quadrati con 1 persona la riduzione sarà del 6% mentre con due persone sale all’8. Per metrature più grandi intorno ai 100 metri quadrati è stato calcolato che con 4 residenti la tassa passerebbe dai 243 del 2025 a 226 euro nel 2026 con una riduzione del 7%.

Fissati anche i termini per il saldo Tari: 30 giugno 2026 acconto del 50% di quanto pagato l’anno precedente e l’integrazione entro il 16 dicembre 2026 con lo sgravio.