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Settantasette anni fa la tragedia di Superga, in cui perse la vita anche Valentino Mazzola

Cassano d'Adda ricorda uno dei suoi figli più celebri, morto prematuramente nell'incidente aereo su cui viaggiava il Grande Torino

Settantasette anni fa la tragedia di Superga, in cui perse la vita anche Valentino Mazzola

Cassano d’Adda ricorda oggi, lunedì 4 maggio 2026, uno dei propri figli più celebri, Valentino Mazzola.

La tragedia di Superga

Il 4 maggio 1949 alle 17,05 i giocatori del Torino tornavano a casa da una trasferta a Lisbona per una partita amichevole contro il Benefica. Una gara concordata tra i due capitani delle squadre Valentino Mazzola e Francisco Ferreira.

I due si erano conosciuti in occasione della gara tra Italia e Portogallo giocata a Genova. Ferreira chiese a capitan Valentino di disputare un’amichevole contro il Torino in occasione del suo addio al calcio.

Il Torino perse 4-3 con grandi applausi al capitan Ferreira che abbandonava il calcio, in uno stadio gremito da quarantamila persone.

Il giorno dopo giocatori, staff e giornalisti salirono sull’aereo per fare ritorno a Torino.

L’incidente

Il tempo era pessimo con nuvole basse e pioggia battente. Dopo l’ultimo contatto con la stazione radio, forse a causa del maltempo o di un guasto all’altimetro, l’aereo si schiantò contro la Basilica di Superga, avvolta in una fitta nebbia.

Nell’incidente persero la vita: i giocatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri. Morirono inoltre tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.

Mazzola, cuore d’oro

Mazzola, originario del Ricetto di Cassano, veniva da una famiglia di modeste condizioni. Si racconta che in gioventù abbia salvato Andrea Bonomi, un altro cassanese divenuto poi calciatore. Bonomi infatti, gettatosi nell’Adda, si trovò in difficoltà e fu l’amico, gettatosi tra le acque, a salvarlo e a portarlo a riva.

I due amici, innamorati del calcio, fecero carriera. Mazzola divenne uno dei più grandi numeri 10 della storia del calcio italiano, Bonomi passò al Milan di cui divenne capitano.