dopo la sentenza

Quei locali non sono mai appartenuti al Comune: un “errore” da 900mila euro

A Cernusco sul Naviglio cala il sipario sulla vicenda degli spazi di piazza Brugola. I servizi ospitati (un ambulatorio e una scuola materna) dopo 25 anni non stipuleranno più il contratto con l'Amministrazione

Quei locali non sono mai appartenuti al Comune: un “errore” da 900mila euro

Il Comune di Cernusco sul Naviglio perde due locali da circa 600 metri quadrati e della valutazione (a spanne) di 900mila euro che per un quarto di secolo aveva considerato propri. Quanto emerso nell’ultimo Consiglio comunale sembra la fine amara di una vicenda intricata e paradossale. Quella del piano residenziale di piazza Brugola.

Una vicenda che nasce negli anni Novanta

Una vicenda che si perde a fine anni Novanta quella dell’area ex Gondrand in piazza Brugola, dove la cooperativa Cernusco 2000 (poi diventata Cernusco 2010) aveva costruito alloggi in edilizia sovvenzionata e aveva ceduto al Comune (come almeno si è creduto) due locali, che insieme hanno una superficie di circa 600 metri quadrati, destinato l’uno a ospitare il servizio di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’Asst Melegnano Martesana in comodato d’uso gratuito e l’altro, in locazione, la scuola dell’infanzia paritaria “L’altalena”.

L’affitto è sempre stato pacificamente incassato da Villa Greppi che ha sempre gestito anche gli accordi per il comodato.

Nel 2016 la questione si complica

Nel 2016, a seguito di un pignoramento promosso contro Cernusco 2010, emerse che gli immobili risultavano ancora intestati catastalmente alla società. Non si era proceduto cioè alla trascrizione.

Il Tribunale allora riconobbe la fondatezza delle ragioni del Comune ed escluse gli immobili dal pignoramento.

Nel 2020 l’Amministrazione promosse una causa per ottenere l’accertamento giudiziale della proprietà. Ma il giudice inaspettatamente nel 2022 respinse malamente la domanda ritenendola addirittura temeraria.

Emerse così che la convenzione del 1997 non era limpida sulla questione della cessione.

Il ricorso in Appello

L’Amministrazione aveva ricorso in Appello, dove i giudici avevano caldamente invitato le parti a trovare un’intesa extragiudiziale.

L’accordo raggiunto dai legali del Comune con la controparte, però era stato visto dal Consiglio comunale all’unanimità come una resa senza condizioni: prevedeva la rinuncia alla proprietà degli immobili e, in cambio della cancellazione del vincolo dell’utilizzo degli stessi per finalità sociali, il versamento di 50mila euro da parte della società.

La questione fu portata all’attenzione del Consiglio comunale che votò per procedere nel giudizio. La sentenza fu avversa, ma non fu una Caporetto come si i legali del Comune temevano. Il giudice, tra l’altro, aveva confermato che i locali, anche se non comunali, devono ospitare servizi di interesse pubblico.

Da allora però, l’Amministrazione ha continuato a gestire i locali, con l’incasso anche dell’affitto.

La cessione degli immobili

Luca Forlani della lista di minoranza Vivere Cernusco lunedì 27 aprile 2026 in Consiglio comunale ha chiesto lumi sulla vicenda, anche perché si era parlato di non ricorrere in terzo grado, ma di trovare altre vie per far valere le proprie ragioni.

La risposta è però stata che l’Asst Melegnano Martesana ha già trovato un accordo con la società Cernusco 2010, e anche la scuola paritaria, terminato questo anno scolastico stipulerà il contratto con quella che è stata riconosciuta come la proprietà.

Così cala il sipario su una vicenda lunga e che non ha risparmiato colpi di scena.