Negli ultimi anni sono aumentate le violenze contro i docenti da parte di giovanissimi. L’ultimo grave caso è avvenuto a Trescore Balneario, dove un 13enne ha accoltellato la sua professoressa. Anche a Inzago, nel marzo 2025, era avvenuta una brutale aggressione avvenuta ai danni di un insegnante delle medie, Sergio Orlandi, che aveva redarguito uno studente che creava disturbo durante una lezione.
Comunità educante
Il Comitato genitori da tempo si è attivato per coinvolgere le realtà del territorio in un progetto comunitario e, complice anche ciò che è avvenuto l’anno scorso, enti e associazioni inzaghesi hanno compreso l’urgenza di prevenire forme di disagio giovanile.
E’ così che è nato Mamori, un’alleanza per una comunità educante.
“Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. Parte da questa riflessione il progetto Mamori promosso dal Comitato genitori e famiglie di Inzago che punta a cambiare lo sguardo sul mondo dei giovani: non più focalizzato solo sulle fragilità, ma sulla forza vitale di ragazzi e ragazze che crescono ogni giorno
hanno spiegato i rappresentanti.
Il nome scelto non è casuale. Mamori, in giapponese, significa protezione e cura. Dopo un anno di lavoro il progetto si presenta oggi come un vero e proprio ecosistema educativo, in grado di unire famiglie, scuola, associazioni e istituzioni per nutrire il benessere sociale e individuale dei giovani inzaghesi.
Abbiamo lavorato per unire le forze e creare strumenti concreti. Mamori è un intento collettivo che vede collaborare chiunque incontri quotidianamente i nostri figli, per costruire una rete che protegga e sostenga la loro crescita
ha spiegato il presidente del Comitato Laura Saragaglia.
Fanno infatti parte del progetto l’Amministrazione comunale, con il supporto diretto delle assessore Emma Buro e Sabrina Cagnardi, le realtà sportive come Forze vive, Gs Virtus, Ofi, G. Funakoshi karate-do, Tennis club e Inzago Fighters, e le realtà sociali e aggregative come Reti (Rete educativa territoriale integrata), progetto dell’ambito di Melzo, oratorio dei Santi Luigi e Domenico, la cooperativa sociale Archè, Casa Silene, Remida Lab, Il Mercatino solidale di Inzago e l’Istituto comprensivo.
Mamori è la prima iniziativa collettiva in paese capace di far sedere allo stesso tavolo realtà che, pur lavorando a stretto contatto con i ragazzi, raramente hanno trovato un linguaggio comune. Un anno fa sono iniziati i primi incontri condotti da Carlo Barzaghi, supervisore pedagogico, durante i quali i partecipanti hanno confrontato sguardi, saperi e problematiche decidendo insieme quali azioni intraprendere
hanno proseguito dal Comitato genitori.
Si è cominciato dal mondo dello sport con la prima iniziativa pubblica: “Facciamo squadra: non solo schemi, ma persone”. Due incontri dedicati a chi sta in prima linea con i giovani: allenatori, volontari e animatori tra i 15 e i 25 anni. Venerdì 20 marzo si è tenuto il primo: i presenti, guidati da Anna Caldarola e Tommaso Pirovano, esperti professionisti di Reti, hanno lavorato con entusiasmo, sull’identikit dei ragazzi che si trovano davanti durante gli allenamenti e in oratorio, hanno parlato di competenze e hanno creato un gioco. Venerdì 17 aprile ci sarà il secondo appuntamento.
Abbiamo aderito con entusiasmo perché sentiamo la responsabilità del ruolo che ricopriamo. Spesso ci concentriamo su schemi tattici, ma i ragazzi portano in campo le loro emozioni, le loro fatiche e i loro sogni. Essere parte di Mamori significa avere gli strumenti per accogliere la persona prima dell’atleta e sapere di non essere soli in questo compito, ma supportati da una rete di professionisti e famiglie
hanno commentato le società sportive che hanno aderito.
Il Comitato genitori e famiglie di Inzago è un’associazione di fatto che dal 2023 ha scelto di farsi motore del cambiamento locale.
L’obiettivo è che ogni realtà del territorio si senta chiamata in causa: più la rete si allarga, più la foresta diventa forte e protetta. È un appello a superare i confini delle singole appartenenze per riconoscersi in un unico bene comune: la crescita serena delle nuove generazioni
hanno concluso i portavoce.