Si è tenuta sabato 28, alle 14.30 alla Filanda di Cernusco sul Naviglio, l’inaugurazione della mostra conclusiva dedicata al “viaggio emozionale” lungo la Martesana. Il progetto, che ha visto come responsabile la professoressa Giovanna Geraci, ha coinvolto le classi del liceo classico e delle scienze umane dell’Itsos Marie Curie di via Masaccio in un percorso focalizzato sulle pari opportunità e sulla memoria storica locale. All’evento inaugurale era presente anche l’assessora Debora Comito.
Il progetto
Gli studenti e le studentesse sono stati impegnati nello sviluppo di tematiche legate al mondo femminile, partendo dalle interviste realizzate alle cittadine cernuschesi ospiti del Centro Biraghi e del Centro diurno integrato (Cdi). Il lavoro ha raccolto le storie di donne che hanno vissuto i mutamenti culturali, sociali e politici del territorio.
Tra i temi affrontati figurano il lavoro nelle filande, il passaggio dall’economia agricola a quella industriale e l’evoluzione della figura femminile nella famiglia: dal ruolo di madri a quello di nonne intese come custodi delle tradizioni, fino al cambiamento dei legami affettivi, dai matrimoni combinati a quelli per amore.
L’evento
Durante l’evento di inaugurazione, il gruppo di volontariato civico delle “Narrattrici” ha contribuito alla presentazione leggendo ad alta voce alcune delle testimonianze raccolte dai ragazzi nel corso delle interviste.
Il racconto della responsabile
La professoressa Giovanna Geraci, responsabile del progetto insieme al prof Marcello Terzi ha raccontato:
L’idea era coniugare l’interesse dei ragazzi e avvicinare il progetto al territorio. Abbiamo pensato a una sorta di interviste emozionali con le ospiti, anche perché quest’anno celebriamo gli ottant’anni dal diritto al voto femminile. Siamo stati fortunati: abbiamo trovato testimoni di 100 o 101 anni che votarono proprio quel giorno.
I ragazzi non andavano lì con domande pronte, ma venivano coinvolti nei racconti. Si spaziava dalla vita familiare a come ci si divertiva, fino alle difficoltà nel reperire il cibo.
Il feedback dei ragazzi è stato fantastico: molti mi hanno detto che è stata la migliore esperienza scuola-lavoro mai fatta, perché li ha fatti emozionare e ha fatto capire loro quanto sia stato difficile arrivare dove siamo oggi e quanto le generazioni precedenti abbiano lottato per la libertà e la democrazia.
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