A bocce ferme, a quasi una settimana dal voto, si può fare un’analisi sul risultato del referendum sulla Giustizia nell’Adda Martesana. Il primo dato che balza all’occhio è la netta spaccatura nei nostri Comuni. Nel complesso ha vinto il “no”, che ha ottenuto il 51,43% (117.910 voti contro 111.333), un successo più risicato rispetto al dato provinciale (53,76%) e a quello nazionale (53,74%). Anche se bisogna sottolineare che, se fosse stato per la Lombardia, avrebbe vinto il “sì” con il 53,56%.
18 a 17
Particolare il fatto che il “sì” vince in 17 paesi, mentre il “no” prevale in 18. La roccaforte del “no” è Bussero (59%), seguita da Gorgonzola (57,84%), Cernusco sul Naviglio (55,91%), Vimodrone (55,16%) e Gessate (55%). I paesi top del “sì” sono Rivolta d’Adda (62,97%), Canonica d’Adda (63,48%), Brembate (60,63%), Liscate (54,91%) e Trezzano Rosa (54,55%).
La percentuale dei votanti
Molto alta la percentuale di votanti nella nostra zona, con il 65,1% di cittadini che si è recato alle urne contro il 64,61% registrato in provincia di Milano, il 63,76% in Lombardia e il 58,93% a livello nazionale. Il record di affluenza a Cernusco (73,32%), Bussero (71,59%) e Vimodrone (70,62%), il “flop” a Pioltello (59,88%), Pozzo d’Adda (59,08%) e Truccazzano (59,01%), comunque superiori alla media nazionale (58,93%).
La soddisfazione del “sì”
Non nasconde la propria soddisfazione Elisabetta Brunetto, presidente del comitato del “no” e segretaria del Pd di Bussero, per l’esito del referendum sulla Giustizia. Tra i paesi dell’Adda Martesana, infatti, Bussero ha registrato la più alta percentuale di contrari alla riforma, raggiungendo il 59%. “Ero e resto convinta che non fosse il caso di presentare un referendum così, con troppi tecnicismi – ha sottolineato la segretaria cittadina del Pd – Per questo motivo, gli eventi del comitato nei giorni precedenti al voto hanno avuto lo scopo di chiarire i dubbi dei cittadini, evitando possibili interpretazioni fuorvianti della riforma. In parole povere, abbiamo voluto comunicare in un modo diverso, pratico e mirato, che fosse diretto e friendly soprattutto per i giovani. Sono ancora da analizzare i dati specifici e le motivazione che hanno spinto così tanti cittadini al voto, ma sono soddisfatta di aver visto il ritorno alle urne delle nuove generazioni: i giovani hanno dato il loro importante contributo”.
La delusione del “no”
“Prendiamo atto della scelta compiuta dal popolo italiano e ne accettiamo democraticamente il verdetto, pur rimanendo convinti che si sia persa un’importante occasione per completare il dettame costituzionale in materia di giusto processo e per dare alla nazione una magistratura più autorevole e un sistema più equo”. E’ deluso Alberto Pettinelli, coordinatore del comitato territoriale “Sì Riforma Martesana”. “Evidentemente hanno prevalso una polarizzazione ideologica e un’interpretazione politica rispetto al contenuto tecnico del quesito – ha aggiunto Pettinelli – Dal punto di vista locale dobbiamo registrare un risultato che corrisponde sostanzialmente alla media nazionale, avendo la Martesana seguito l’andamento generale della Città metropolitana, in netta controtendenza con il dato regionale che ha visto invece prevalere il “sì”. Al contempo registriamo però importanti successi a Segrate e a Cassano d’Adda, città dove il nostro comitato aveva forti rappresentanze di volontari e ha lavorato intensamente. Bene anche centri più piccoli ma significativi come Rodano, Settala e Liscate, così come il gruppo dei Comuni dell’Adda: Vaprio, Rivolta, Pozzuolo e Pozzo. Ripartiamo da queste vittorie locali per valorizzare il capitale umano e organizzativo che ha caratterizzato il nostro impegno”.