Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a don Massimo Donghi, ex parroco di Cassina de Pecchi. Ieri pomeriggio, mercoledì 25 marzo 2026, festa religiosa dell’Annunciazione, a Limbiate, in una chiesa San Giorgio gremita, si sono tenuti i funerali celebrati dall’Arcivescovo: “Ha detto eccomi. E’ stato un uomo di Dio”.
Tantissimi sono arrivati anche da Cassina, molti autonomamente, molti altri con i pullman organizzati.
Chiesa gremita
La chiesa San Giorgio a Limbiate, come era immaginabile, non è stata sufficiente a contenere la folla di fedeli commossi che oggi pomeriggio, mercoledì 25 marzo, hanno partecipato ai funerali di don Massimo Donghi. Il parroco 55enne è spirato domenica a causa di un tumore all’esofago: da un anno e mezzo era responsabile della comunità pastorale Maria Regina del Rosario, nata proprio con il suo arrivo in città nel settembre 2024.
Funerali celebrati dall’Arcivescovo
Per le esequie, celebrate dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, sono arrivati pullman di parrocchiani da tutte le comunità dove don Massimo Donghi ha prestato servizio nei sui trent’anni di sacerdozio, come Besana in Brianza e Cassina De Pecchi.
Il testamento spirituale
In apertura, il vicario episcopale Antonio Novazzi ha letto il testamento spirituale di don Massimo datato 3 settembre 2025:
Chiedo a tutti voi di pregare per me! Ricordatemi nella Santa Messa e nella preghiera del Rosario. Affidatemi al Padre Misericordioso perché, presto anch’io, nella gloria del Paradiso con tutte le persone a me care, possa continuare ad accompagnarvi. Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa, Beata Vergine del Rosario prega per me peccatore, adesso e in quest’ora della mia morte. Amen”
“E’ stato un uomo di Dio”
Monsignor Delpini ha ringraziato tutti coloro che hanno accompagnato don Massimo in questi mesi di calvario e i presenti in chiesa.
Di don Massimo si possono dire tante cose, la sua testimonianza di fede, la sua disponibilità sorridente al servizio alla comunità, la sua cura per la fraternità dei preti, la sua commovente testimonianza nei giorni della malattia – ha ricordato durante la sua omelia – Ciascuno di noi ha un motivo di riconoscenza nei confronti di don Massimo. Il mese scorso è andato a Lourdes non per chiedere alla Madonna di guarire ma per essere aiutato a dire “Eccomi”. Don Massimo è stato un uomo di Dio”
I messaggi di affetto e cordoglio
Toccanti i messaggi pieni di affetto, dolore, cordoglio e gratitudine letti al termine della celebrazioni. Tra questi quello del Consiglio pastorale:
Caro don Massimo, nel periodo troppo breve che hai vissuto nella nostra comunità sei stato un dono del Signore, con il tuo sorriso, la tua parola gentile ma ferma se necessario, la capacità di ascolto. Ci hai accompagnato con umanità e comprensione nell’importante momento di cambiamento che è stato la nascita della comunità pastorale. Hai saputo mediare e rispettare i nostri tempi, sapendo valorizzare il bello e il buono di ognuno di noi. Poi sono arrivate la malattia, le difficoltà e il dolore ma non ci hai voluto abbandonare. La tua presenza costante, la tua forza e il tuo coraggio ci hanno fatto vedere un discepolo che nonostante le sofferenze segue il maestro. Tante cose avremmo voluto fare ancora con te, il tuo esempio ci sprona a continuare insieme il cammino ed a farle il meglio possibile. Grazie a cuore don Massimo, pace e bene a te”
Quel “pace e bene” che era il suo caratteristico saluto quando incontrava qualcuno è diventato il commiato al parroco da parte di tutti coloro che gli hanno voluto bene
Il saluto a feretro
Al termine della funzione tantissimi fedeli con gli occhi lucidi hanno reso omaggio al feretro con una carezza, un bacio, una parola d’addio mormorata a bassa a voce, un pianto addolorato. Oggi alle 11, giovedì, la salma sarà tumulata nel cimitero di Seveso, paese di cui è originario don Massimo.
GUARDA LA GALLERY (15 foto)