Cronaca

Omicidio di Pioltello proseguono le indagini: Ris e Carabinieri di nuovo nel condominio

Gli esperti dell'Arma sono tornati in via Cimarosa 1 per effettuare ulteriori rilievi nell'appartamento dove sarebbe avvenuta la defenestrazione di Juan Carlos Ortiz Duarte, morto a 31 anni il 31 gennaio scorso

Omicidio di Pioltello proseguono le indagini: Ris e Carabinieri di nuovo nel condominio

Gli uomini del Reparto Indagini Scientifiche (Ris) di Parma e il personale del Nucleo operativo dei Carabinieri di Pioltello sono tornati sul luogo del delitto per approfondire le indagini sul presunto omicidio avvenuto in via Cimarosa 1 nella serata del 31 gennaio 2026.

Proseguono le indagini dei Carabinieri

Nella mattinata di oggi, mercoledì 25 marzo 2026, gli uomini dell’Arma sono stati avvistati nel condominio di via Cimarosa 1, nel quartiere Satellite. Il personale del Ris, in particolare, è stato impegnato in rilievi e approfondimenti di indagine sia all’interno dell’appartamento teatro della lite e della successiva defenestrazione, sia nel cortile. L’abitazione, ancora sotto sequestro, è stata passata al setaccio con l’obiettivo di trovare elementi utili per fare maggiore chiarezza su quanto accaduto la notte della morte di Juan Carlos Ortiz Duarte, 31enne senza fissa dimora.

Le accuse e la successiva scarcerazione

Lunedì 2 febbraio 2026 i Carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Pioltello avevano proceduto con l’arresto di due colombiani di 45 e 32 anni, connazionali della vittima, domiciliati a Pioltello e irregolari sul territorio. Secondo gli inquirenti i due erano indiziati di essere gli autori dell’efferato omicidio di Ortiz Duarte, gettato dal balcone dell’ottavo piano dopo una lite. In casa avevano trovato i segni della violenza, oltre che bottiglie di alcolici e superalcolici e tracce di droga.

Dopo 48 ore, però,  la Gip Chiara Valori aveva  rigettato la richiesta di convalida del fermo e decretato la scarcerazione dei due soggetti. Secondo il magistrato, infatti, in assenza di una perizia sulle tracce di sangue trovate nell’appartamento e in attesa degli esiti dell’autopsia, gli elementi non erano stati sufficienti per richiedere il fermo in carcere dei due colombiani. Il Gip aveva così  disposto ulteriori approfondimenti investigativi per fare chiarezza su quanto avvenuto quella sera. Anche perché dalle indagini era emerso che nell’appartamento, oltre ai diretti interessati, ci fossero in totale una dozzina di persone, non tutte ascoltate dagli inquirenti.

Le nuove indagini

La presenza dei Ris, dunque, si spiega proprio con la necessità di acquisire maggiori elementi per poter dipanare la matassa e stabilire con precisione la dinamica di quanto accaduto la notte del 31 gennaio e, soprattutto, le responsabilità di chi era coinvolto.