la testimonianza

“Sono stato minacciato dopo l’incontro per il Sì al referendum”

Il referente di Cornate d'Adda di Fratelli d'Italia ha denunciato un grave episodio di intimidazione subito dopo la serata che ha tenuto venerdì a Trezzo sull'Adda

“Sono stato minacciato dopo l’incontro per il Sì al referendum”

Attimi di paura nella tarda serata di venerdì 20 marzo 2026 quando, ad una manciata di minuti prima della mezzanotte, il presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Cornate d’Adda (Monza e Brianza) Eliseo De Marco che stava affiggendo gli ultimi manifesti nell’area di via Matteotti, ha iniziato a subire minacce da un gruppo di tre persone che hanno cominciato ad insultarlo e ad intimargli di andarsene, impedendogli di attaccare gli ultimi manifesti.

“Era appena venuto via da Trezzo per il dibattito”

De Marco ha raccontato che aveva partecipato all’incontro che si è tenuto proprio venerdì sera a Trezzo sull’Adda inerente la campagna per il “sì”.

Terminata la serata, sono tornato a casa. Prima di rientrare ho attaccato gli ultimi manifesti, quando sono stato avvicinato e minacciato. Ho cercato di riportare la ragione, spiegando che io amo la democrazia e se vedo un manifesto avversario strappato e penzolante, prendo un po’ della mia colla lo rimetto a posto. Perché la violenza non deve prevalere.

Ma le “buone maniere” non sono servite.

Mi hanno dato del fascista e dicevano che dovevo andarmene. A me sembra questo un atteggiamento fascista.

Il presidente dei meloniani cornatesi, ha dunque preso il telefono per chiamare il 112 e segnalare cosa stesse accadendo alle Forze dell’Ordine, ma come raccontato da lui stesso, purtroppo le tre persone hanno iniziato colpirgli il braccio per cercare di fargli cadere il telefono e interrompere la chiamata.

“Mi hanno fatto cadere il telefono”

Queste le parole che ha riferito ai colleghi di primamonza.it (cui rimandiamo per l’articolo completo) sull’episodio:

Purtroppo il telefono me l’hanno fatto cadere un paio di volte. Nonostante ciò, sono comunque riuscito a mettermi in contatto con i Carabinieri, che ringrazio, che sono intervenuti con un paio di pattuglie.

La situazione però è stata molto spiacevole, anche perché io non conoscevo queste persone. Non so nemmeno dire se abitassero lì in zona oppure se passassero semplicemente di lì.

Hanno anche piegato i tergicristalli della mia auto e gli specchietti laterali. Inoltre continuavano a ripetermi che si erano segnati il mio numero di targa e che con quello sarebbero risaliti al mio indirizzo di casa. Cose senza senso. Fortunatamente ho mantenuto la calma