Una comunità raccolta intorno al proprio passato per difendere il futuro. Si è svolta domenica 15 marzo 2026 l’81esima commemorazione dei Sette Martiri di Pessano con Bornago, i giovani partigiani (Alberto Gabellini, Mario Vago, Romeo Cerizza, Angelo Barzago, Dante Cesana, Claudio Cesana e Angelo Viganò) fucilati per la libertà nel 1945, che sono stati ricordati insieme al comandante Gino Prinetti.
Il percorso di memoria
La cerimonia ha preso il via dal Municipio, da dove un folto corteo, accompagnato dalle note della Civica Banda Puccini di Gorgonzola, si è snodato per le vie del paese. La prima tappa, carica di commozione, è stata il Cippo lungo il canale Molgora, luogo simbolo del martirio, per poi concludersi in piazza della Resistenza. Qui, davanti alle istituzioni e ai cittadini, sono stati invocati i nomi di chi diede la vita per la libertà.
Il sindaco Alberto Villa, nel suo discorso, ha tracciato un parallelo tra il passato e le sfide del presente:
Più il tempo passa, più lo sforzo per mantenere viva la memoria deve essere grande. I dittatori di ogni specie stanno bene dove sta Benito Mussolini a Piazzale Loreto. Quella fine, per quanto violenta, è stata necessaria per stigmatizzare la tragedia di un popolo privato della libertà
Unità e collaborazione per la pace
Il primo cittadino ha poi rivolto un pensiero di solidarietà a Curzio Rusnati, ex sindaco di Bussero, vittima dei recenti attacchi da parte di alcuni vandali, definendo l’antifascismo e la Costituzione come “i luoghi dell’unità” da cui l’Italia è ripartita dopo l’orrore.
La riuscita della giornata è stata frutto di una grande sinergia. Oltre alla presenza di Primo Minelli (presidente Anpi Provinciale Milano) e della sezione locale Anpi 7 Martiri, hanno partecipato delegazioni dei Comuni di Carate Brianza, Val Liona e tante Amministrazioni della Martesana. Un contributo fondamentale per l’ordine e la solennità della funzione è arrivato dalla Polizia Locale, dal Gruppo Alpini Beato Carlo Gnocchi e dall’Associazione nazionale Carabinieri.
Così ha concluso Villa:
Ricordiamoci di essere umani perché è nel riconoscere l’altro che costruiamo la pace
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