La gita scolastica organizzata da scuola di Trezzo alla moschea di Mezzago (Mb) ha suscitato le perplessità del parlamentare della Lega Fabrizio Cecchetti segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati. Il sindaco di Mezzago Massimiliano Rivabeni: “Non esiste alcuna moschea, condanno fermamente questa iniziativa”
Gita in moschea
La gita scolastica organizzata da una scuola di Trezzo sull’Adda alla moschea di Mezzago lascia più di una perplessità. Per un’intera mattinata agli studenti vengono proposti seminari sulla vita di Maometto, sui pilastri dell’Islam e su altri aspetti religiosi: un’iniziativa che rischia di trasformarsi in un momento di vero e proprio indottrinamento.
ha osservato in una nota Cecchetti
Colpisce il silenzio della sinistra, che per anni ha fatto battaglie ideologiche contro il crocifisso nelle aule in nome della “laicità”, ma non dice una parola davanti a iniziative di vero indottrinamento. La solita doppia morale dei progressisti: cancellare le nostre radici cristiane, ma promuovere l’Islam e l’islamismo nelle scuole!
ha aggiunto il parlamentare della Lega
Se davvero si vuole difendere la Costituzione, si abbia anche il coraggio di affrontare seriamente il tema dell’integrazione e dei valori su cui si fonda la nostra società, ricordando come nella quasi totalità dei Paesi islamici non esiste nemmeno la separazione tra Stato e religione e che questa enorme diversità culturale mina le basi della convivenza civile,
ha concluso Cecchetti.
“A Mezzago non esiste alcuna moschea”
Sulla questione si è espresso anche il sindaco di Mezzago Massimiliano Rivabeni con un post sui social
Ho appreso con stupore che una scuola pubblica, l’istituto comprensivo statale “Ai nostri caduti” di Trezzo, attraverso la circolare n 213 del 14 marzo 2026, abbia organizzato un’uscita didattica indicando come destinazione la “moschea di Mezzago”.
È necessario dirlo con chiarezza: A Mezzago non esiste alcuna moschea.
Sul territorio comunale è presente L’associazione culturale Assalam, una realtà con cui negli anni si è costruito un rapporto serio e trasparente di dialogo e convivenza nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni. Presentare quella realtà come se fosse una moschea non è solo un errore: è un messaggio istituzionalmente scorretto, che rischia di generare confusione tra gli studenti e tra le famiglie. Proprio perché conosco bene quella realtà – io e componenti della mia Amministrazione ci siamo recati più volte presso la sede di Assalam, anche senza preavviso e in qualsiasi ora del giorno, posso affermare con cognizione di causa che l’integrazione a Mezzago non è mai stata costruita con operazioni simboliche o iniziative ideologiche, ma attraverso il lavoro concreto delle istituzioni e il rispetto reciproco.
Mezzago esempio convivenza civile
Il nostro Comune è un esempio concreto di convivenza civile: la percentuale di cittadini stranieri a Mezzago è meno del 10% (inferiore alla media della Provincia) e i rapporti tra comunità diverse sono sempre stati improntati al rispetto reciproco e alla collaborazione. Durante il periodo del Covid è stata l’Amministrazione comunale a organizzare momenti di preghiera condivisi tra le diverse religioni presenti sul territorio, dimostrando che il dialogo tra culture si costruisce con responsabilità istituzionale, non con iniziative orientate.
Dalla stessa circolare emerge inoltre che l’uscita non prevede una semplice visita conoscitiva, ma attività didattiche strutturate sull’Islam, con approfondimenti sulla vita di Maometto, i “cinque pilastri” dell’Islam, il rapporto tra fede e scienza, i diritti delle donne e la scrittura araba.
ha aggiunto Rivabeni
Condanno fermamente questa iniziativa
Il rispetto dei luoghi e delle tradizioni è giustamente un principio educativo. Tuttavia la scuola pubblica, per sua natura statale, deve mantenere equilibrio e neutralità, evitando che l’attività didattica si trasformi in percorsi orientati verso una singola religione. La Costituzione italiana, all’articolo 7 , disciplina i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, mentre l’articolo 8 regola i rapporti con le altre confessioni religiose attraverso specifiche intese con lo Stato. Proprio per questo la scuola pubblica deve rappresentare uno spazio istituzionale di equilibrio e di rispetto di tutte le identità senza perdere il riferimento ai valori fondanti dello Stato e del territorio. L’integrazione vera non cancella l’identità di un paese. La rispetta. Per queste ragioni condanno fermamente questa iniziativa. Mezzago è un esempio di integrazione reale. Ma sul rispetto dei valori dello Stato italiano e dei territori che lo compongono, a partire dalla Lombardia, non si deve alcun passo indietro