Lavori in corso

Case comunali negli Anni ’50 oggi sarebbero un abuso edilizio: abbattute

Le "Case minime" di Melzo sono state finalmente abbattute: troppo grave il rischio di crollo vista la vicinanza all'argine del torrente Molgora

Case comunali negli Anni ’50 oggi sarebbero un abuso edilizio: abbattute

Quando erano state costruite dal Comune di Melzo negli anni Cinquanta dovevano essere una risposta al boom demografico che si viveva all’epoca. Oggi erano un chiaro ed evidente abuso edilizio che avrebbe messo a rischio gli inquilini. Anche per questo motivo sono state rase al suolo le “Case minime” di via Verdi.

Rase al suolo le case “abusive”

Con la demolizione avviata (e quasi conclusa) questa settimana, la situazione è stata sanata. Ci sono voluti anni per disporne l’abbattimento, ma una giornata per eseguirlo: le “Case minime” di via Verdi sono ormai un ricordo. Lunedì mattina le ruspe sono entrate all’interno del complesso che sorgeva lungo il torrente Molgora all’altezza del ponte su viale Lussemburgo.

Un edificio di cui il Comune aveva disposto la demolizione a seguito delle perizie tecniche che denotavano problematiche statiche insormontabili. Con il passare dei decenni, infatti, l’erosione del corso d’acqua aveva spostato l’argine proprio sotto i balconi delle “Case minime”, obbligando l’ente a “svuotarle” per il rischio crolli e cedimenti. Dopo anni di “scartoffie” legate alle finalità sociali delle stesse, nonostante fossero vuote da tempo, finalmente si è passati alla fase operativa.

Con la demolizione delle “Case minime” comunali in via Verdi scompare un altro degli edifici degradati della città – ha commentato l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco Lino Ladini – Era stato costruito negli Anni ’50 in grande economia per sopperire alla carenza di alloggi popolari e negli ultimi anni era ormai abbandonato. La nostra Amministrazione, ottenuta anche l’autorizzazione regionale, ne ha potuto far effettuare la demolizione per far posto ad un’area a verde pubblico, nell’ambito della fascia di rispetto inedificabile del torrente Molgora. Compatibilmente alle risorse disponibili, l’area verrà piantumata e soggetta ad un progetto di recupero per essere messa finalmente a disposizione della nostra comunità.