Oggi , sabato 14 marzo, si è aperta a Cassina de’ Pecchi una mostra straordinaria dedicata a Mario Servalli, un uomo la cui vita è stata un intreccio affascinante di scienza, arte e profonda umanità. L’esposizione, fortemente voluta dalla moglie, l’ex insegnante Maria Cristina Chiara, e dalla figlia Michela, non è solo un omaggio a un padre e a un marito esemplare, ma un’occasione per riscoprire e condividere i valori di una persona che ha lasciato un segno indelebile in chi lo ha conosciuto e nella sua arte.

Creativo sin dalla nascita
Mario Servalli, nato da una famiglia umile bergamasca, ha incarnato principi di onestà e dedizione al lavoro, ispirato dall’esempio del nonno, sopravvissuto a un campo di concentramento tedesco. La sua creatività si è manifestata fin dall’infanzia, quando, non potendosi permettere giocattoli, li costruiva e li scambiava con gli amici. Da adolescente, si dedicava già alla pittura e alla scultura, organizzando nel tempo libero campeggi estivi per ragazzi in difficoltà economiche con la parrocchia di Imperia.
Negli anni ’70, Mario Servalli si laureò in Biologia con una borsa di studio, dedicandosi alla ricerca immunologica sperimentale sui tumori a Genova, una ricerca oggi applicata con successo. In un’epoca in cui la tecnologia non era così avanzata, coltivava la sua passione per la pittura, usandola per comunicare idee di evoluzione e un futuro aperto alle possibilità offerte dalla ricerca, ispirato anche dalla lettura di libri di fantascienza di cui era un appassionato. Alcuni di questi quadri, sopravvissuti alle mostre e che ancora arredano la sua casa, saranno esposti, testimoniando la sua visione avanguardistica.
In giro per l’Italia
Successivamente, l’attività lavorativa lo portò in giro per l’Italia, e in questo periodo scoprì la fotografia come mezzo di espressione alternativo. Mario Servalli ha partecipato a numerose mostre, anche internazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti. Nel 2013, una sua fotografia è stata selezionata tra le prime 10 al concorso Sony World Photography Awards, su 54.851 immagini provenienti da 170 paesi, un risultato di altissimo livello che non ha ritirato personalmente, quasi a sottolineare come il percorso creativo fosse più importante del successo fine a se stesso.
La casa di Mario Servalli è un museo vivente della sua passione per la fotografia: un’infinità di stampe, diapositive e file digitali, molti dei quali frutto dei suoi viaggi in giro per il mondo. Come amava dire lui stesso: “Ho sempre osservato il mondo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica: per cogliere le luci e i colori che dipingono i paesaggi e ciò che ci circonda, per fissare avvenimenti, luoghi e persone vicine o che ho incontrato nei miei viaggi, per condividere con gli altri la mia esperienza, per non dimenticare”
La fase della pixel art
L’ultima fase del suo percorso artistico è stata caratterizzata dalla “pixel art”, una tecnica che lo ha visto ricercare la luce e i colori attraverso i bit, quasi come un impressionista digitale. Le sue immagini venivano trattate “come una scultura, inseguendo le ‘venature’ dei pixel, ricercando i colori, esaltando le forme, trasferendo la sua sensibilità fino ad ottenere opere uniche.
Oltre alla sua arte, Mario Servalli si è distinto anche nel campo lavorativo, sviluppando una linea cosmetica funzionale con sostanze naturali individuate in Brasile. Le sue fotografie del Brasile sono una testimonianza tangibile di questa sua curiosità e del suo impegno.
Una mostra solidale
Questa mostra è un’occasione imperdibile per conoscere Mario Servalli non solo come artista, ma come uomo di scienza, di profondi valori e di infinita creatività. Un’eredità che la sua famiglia vuole condividere per far sì che questi valori non rimangano nascosti, ma siano d’aiuto per chi è in difficoltà.
E non è tutto infatti: l’esposizione vuole anche aiutare Filippide Lombardia, realtà storica in paese che si occupa di disabilità. Le opere esposte infatti, si potranno acquistare e il ricavato andrà a beneficio della cooperativa sociale e delle sue molteplici e importantissime iniziative a favore di giovani con vari tipi di handicap.
La mostra, allestita al Museo Maio di via Trieste, è stata inaugurata oggi pomeriggio, sabato 14 marzo 2026, alle 16.30. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 28 marzo dal martedì al sabato dalle 9.15 alle 12.45 e dalle 14.30 alle 18, propone sia dipinti che scatti.