Due anni di inibizione a un dirigente, 500 euro di multa e sconfitta 3-0 a tavolino. È una vera e propria stangata quella comminata dal Giudice sportivo alla Virtus Trecella nel Comunicato ufficiale diramato giovedì pomeriggio dal Comitato di Monza. Per capire come si sia arrivati a questo punto tocca riavvolgere il nastro a mercoledì 4 marzo, quando era in programma il turno infrasettimanale del campionato di calcio di Seconda categoria. Al campo di via XVV Aprile si affrontavano i padroni di casa della Virtus e il Melzo. Un derby acceso, con i primi a caccia di punti salvezza e i secondi bisognosi di vincere per restare agganciati al treno playoff. Una gara tesa, che non si è però conclusa, ma è stata sospesa dall’arbitro al 32’ del secondo tempo.
Virtus Trecella-Melzo sospesa: il responso del Giudice sportivo
È proprio il Comunicato del Comitato di Monza a fornire la ricostruzione ufficiale di quanto accaduto. L’arbitro fischia un calcio di rigore contestato agli ospiti. A quel punto, un dirigente della Virtus “arrivava di corsa in campo nei pressi della linea di porta della sua squadra, posizionandosi a circa mezzo metro dal direttore di gara, urlando espressioni non chiaramente distinte dallo stesso a causa del frastuono presente in quel momento”.
L’esito delle proteste è un cartellino rosso, ma l’ira del dirigente trecellese non si placa. “L’arbitro a seguito dell’indebita entrata sul terreno di gioco provvedeva immediatamente ad espellere lo stesso mostrandogli il cartellino rosso – si legge nel comunicato – A questo punto il dirigente dava una manata di discreta violenza alla mano con cui il direttore di gara teneva il cartellino. Sono prontamente intervenuti almeno due giocatori della squadra ospitante nel tentativo di bloccare l’ira evidentemente fuori controllo del dirigente che continuava ad inveire. A questo punto il direttore di gara, temendo per la propria incolumità e ritenendo che non sussistessero le condizioni di sicurezza per proseguire, decretava la sospensione definitiva della gara”.
Il Giudice sportivo, motivando la sua decisione, spiega che quanto accaduto sul terreno di gioco “configura una condotta violenta, ossia un comportamento caratterizzato da intenzionalità e volontarietà miranti a produrre danni da lesioni personali o porre in pericolo l’integrità fisica (…) che si risolve in una azione impetuosa e incontrollata connotata da una accentuata volontaria aggressività con coercizione operata su altrui”. Per questa ragione, la scelta è stata quella di comminare una squalifica fino al 4 marzo 2028 e di infliggere alla Virtus Trecella la sconfitta a tavolino e una multa di 500 euro. Sanzione pecuniaria anche per il Melzo, ma di 70 euro per “comportamento offensivo dei propri sostenitori nei confronti dell’arbitro”. Squalifica, inoltre, fino al 29 marzo per l’allenatore trecellese e di quattro giornate per uno dei calciatori della Virtus espulsi per “espressione irriguardosa nei confronti dell’arbitro”.