Incontro

Città della salute e della ricerca, una struttura sanitaria d’eccellenza

Si è parlato anche delle criticità legate all’allungamento dei tempi e all’aumento dei costi del progetto

Città della salute e della ricerca, una struttura sanitaria d’eccellenza

Sabato 28 febbraio 2026, nella sala di Villa Milius a Sesto San Giovanni, si è svolto il convegno “Città della salute”, registrando un successo oltre le aspettative e una partecipazione numerosa e attenta.

Attenzione al futuro

Al tavolo dei relatori sono intervenuti Lisa Noja, consigliera regionale di Italia viva, Marco Griguolo, consigliere della Città metropolitana in rappresentanza di Azione, e il professor Giampaolo Nuvolati, sociologo urbano dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. A moderare l’incontro è stato Paolo Vino, segretario di Lista giovani sestesi e lista Popolare per Sesto.

Numerosi i temi affrontati e le domande sollevate dalla platea, con particolare attenzione alle criticità legate all’allungamento dei tempi e all’aumento dei costi del progetto. Si è discusso anche dell’aumento del numero di abitanti, dei servizi, della viabilità e di come cambierà l’assetto urbanistico della città. Più auto e più inquinamento: sarà compito della prossima amministrazione occuparsene.

Il professor Giampaolo Nuvolati ha posto l’accento sulla qualità della vita e sull’importanza di preservare il senso di appartenenza ai luoghi simbolo che hanno caratterizzato Sesto San Giovanni nel periodo industriale, affinché lo sviluppo non cancelli l’identità storica della città.

Marco Griguolo ha evidenziato quanto sia strategico, con l’arrivo di una struttura sanitaria d’eccellenza, garantire collegamenti efficienti sia su gomma sia su rotaia, soprattutto per chi arriverà da fuori a curarsi, cercando al contempo di tutelare i cittadini sestesi. Ha inoltre sottolineato il ruolo chiave della Città metropolitana nel coordinamento infrastrutturale.

Lisa Noja ha ribadito l’importanza del nuovo polo ospedaliero, nato dall’unione di due eccellenze milanesi in un’unica grande struttura, e ha richiamato il valore centrale della ricerca come motore di innovazione e crescita per il territorio.

Tra un intervento e l’altro, Paolo Vino ha sottolineato l’urgenza di accelerare i tempi:

La città ha già pagato un prezzo troppo alto dal periodo delle dismissioni industriali a oggi, con un progressivo impoverimento del tessuto commerciale e delle piccole e medie imprese. La paura che si respira in città è quella di vedere una divisione tra ciò che sorgerà sulle ex Falck e la città costruita; per questo è fondamentale che la città nuova si integri con quella esistente e non viceversa

ha detto.

Inoltre, è stato ricordato che il Comitato scientifico per Sesto capitale città del BenEssere, costituitosi qualche anno fa su intuizione dell’architetto Giancarlo Marzorati e dello stesso Paolo Vino, sta lavorando mettendo a disposizione le proprie competenze affinché Sesto San Giovanni diventi un modello di qualità della vita e benessere.

Bisogna tornare a essere attori principali, partecipare alla progettazione e alla realizzazione dello sviluppo delle aree ex Falck senza subire passivamente operazioni meramente finanziarie. Non si può pensare a una divisione con la città costruita, come sta avvenendo in via Mazzini–Acciaierie: quello è, di fatto, un muro divisivo

ha aggiunto Vino.

Il convegno ha rappresentato un momento di confronto concreto e partecipato su una delle sfide più importanti per il futuro della città (immagini di Marcello de Noia).