Cronaca

Caccia alla banda sulla Paullese, auto fantasma intercettata: targhe contraffatte e tesserini falsi

Nel veicolo un arsenale da colpo grosso: sirene e arnesi da scasso

Caccia alla banda sulla Paullese, auto fantasma intercettata: targhe contraffatte e tesserini falsi
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Durante il servizio di controllo straordinario di cui vi abbiamo parlato all’interno dell’articolo dedicato svolto dai Carabinieri della Compagnia di Crema nel pomeriggio del 24 febbraio 2026, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno trovato un’auto con targhe contraffatte nel comune di Rivolta d’Adda, già segnalata in altre province per l’utilizzo del veicolo in truffe agli anziani e furti in abitazione.

Auto trovata a Rivolta d’Adda

La vettura è stata intercettata lungo la strada provinciale 4 e, dopo un inseguimento di circa 20 chilometri, l’auto, è stata abbandonata a Spino d’Adda, lungo la Paullese e dietro un distributore di carburante. I quattro occupanti sono riusciti a darsi alla fuga, facendo perdere le proprie tracce.

Sul mezzo, sequestrato anche per consentire rilievi tecnico‑scientifici da parte del personale specializzato dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Crema, i Carabinieri hanno trovato targhe clonate, confezioni vuote di gioielli e indumenti utilizzati per il travisamento, oltre agli arnesi da scasso idonei anche all’apertura di casseforti.

Questi elementi confermano la presenza dei malviventi sul territorio; verranno quindi avviati gli approfondimenti investigativi per risalire all’identità dei responsabili.

Sirene bitonali installate

Successivamente all’interno del vano motore sono state trovate due sirene bitonali installate per imitare i dispositivi acustici utilizzati dalle Forze di polizia, un dettaglio che conferma il livello di organizzazione del gruppo e la volontà di eludere eventuali controlli.

Il servizio di controllo svolto sul territorio ha permesso di bloccare sul nascere l’ennesima incursione di bande provenienti dalle province confinanti, gruppi strutturati in vere e proprie batterie operative, preparate per colpire più obiettivi nell’arco della stessa giornata. Si tratta di gruppi di persone che agiscono con metodi specifici, spesso dopo sopralluoghi o grazie a informazioni raccolte in precedenza, e che questa volta non sono riusciti a portare a termine i loro piani grazie al ritrovamento dei militari.

Falsi tesserini di riconoscimento

All’interno dell’auto i militari hanno inoltre trovato dei falsi tesserini identificativi, non solo dell’Arma dei Carabinieri ma anche di altre forze di polizia. È quindi doveroso ricordare che, secondo quanto affermato dagli stessi Carabinieri, i militari in borghese non utilizzano tesserini con foto o dati personali da mostrare al pubblico, né li portano in custodie trasparenti o applicati alle uniformi.

Inoltre, sui documenti autentici non compare mai l’incarico del militare, né diciture come “Sicurezza di zona”, riportate invece sui falsi sequestrati.

Bisogna inoltre ricordare che i Carabinieri non effettuano controlli nelle abitazioni senza la presenza di personale in divisa e non svolgono verifiche porta a porta sulla provenienza di gioielli o veicoli. Oltre al fatto che, i militari, non contattano telefonicamente i cittadini chiedendo la consegna di denaro o oggetti a presunti incaricati, modus operandi invece spesso utilizzato nelle truffe agli anziani.