Protopapa in fallimento

Protopapa in liquidazione: il caso arriva in Commissione regionale

Audizione a Palazzo Pirelli sulla crisi dell’azienda parte dell'indotto GLS e gli 80 lavoratori lasciati senza lavoro: ancora incertezze su ricollocazioni e sostegni al reddito

Protopapa in liquidazione: il caso arriva in Commissione regionale

Ottanta lavoratori senza stipendio, senza ammortizzatori e con un futuro ancora tutto da scrivere. La crisi della Protopapa di Trezzo sull’Adda approda in Commissione Attività Produttive di Regione Lombardia e accende i riflettori su una vicenda che intreccia logistica, responsabilità sociale e tutele occupazionali.

80 lavoratori lasciati all’uscio dell’azienda

Lo scorso 30 dicembre il Tribunale di Milano ha dichiarato la liquidazione giudiziale dell’azienda di autotrasporti, nominando un curatore per gestire la procedura. Da quel momento 80 autotrasportatori sono rimasti senza lavoro e senza strumenti di sostegno al reddito. Molti di loro, come previsto dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, hanno presentato dimissioni per giusta causa per poter accedere alla Naspi o cercare una nuova occupazione.

Durante l’audizione, richiesta dai consiglieri Simone Negri (PD) e Paola Pizzigini (M5S), è emersa la complessità della situazione: «C’è l’esigenza di chiarire molti aspetti ancora nebulosi a partire dai numeri dei lavoratori davvero ricollocati o ancora senza un lavoro e a partire dalle dinamiche che hanno portato alla liquidazione dell’azienda. Spiega il consigliere Negri». Inoltre, particolarmente critica la condizione dei lavoratori anziani, vicini alla pensione, Pizzigini sottolinea la difficoltà nella ricollocazione in un settore come la logistica: «Non è in crisi e continua a produrre profitti, dove però il rischio d’impresa è scaricato interamente sull’anello più debole della catena, ovvero i lavoratori. Per questo monitorerò ogni singolo passaggio dei prossimi giorni perché le imprese committenti non possono considerarsi estranee a questa vicenda».

Diego Torri, solidarietà e disponibilità alle famiglie coinvolte

Il sindaco di Trezzo sull’Adda, Diego Torri, ha espresso solidarietà alle famiglie coinvolte e disponibilità ad aprire un tavolo istituzionale per cercare soluzione concrete. Presente anche il curatore fallimentare che ha assicurato l’impegno a riscuotere eventuali crediti per distribuirli ai lavoratori che presenteranno domanda di insinuazione al passivo. Invece, GLS ha precisato di non avere obblighi diretti di ricollocazione, non essendo proprietaria dell’azienda. Tuttavia, per responsabilità sociale, la multinazionale ha attivato un percorso di outplacement affidato a una società specializzata per favorire il reinserimento dei lavoratori.

Le rappresentanze sindacali della Filt Cgil Milano Lombardia hanno evidenziato come il confronto abbia confermato la scarsa chiarezza complessiva della vicenda e ribadito l’impegno a ottenere risposte concrete per restituire dignità ai lavoratori coinvolti, molti dei quali sostengono famiglie monoreddito. Infine, dopo il sollecito di una possibile iniziativa di Regione Lombardia per valutare strumenti di sostegno, la Direzione regionale Istruzione, Formazione e Lavoro ha confermato la disponibilità ad aprire un confronto con sindacati e GLS per approfondire la situazione e verificare l’attivazione di eventuali misure di supporto.