Si è tenuta venerdì 20 febbraio 2026 a Pioltello “Donne per la pace”, un’iniziativa promossa dalla Rete per la Pace con l’obiettivo di riflettere sul legame profondo tra l’universo femminile e la costruzione di un mondo senza conflitti.
L’evento, ospitato al Teatro Schuster, per celebrare la recente adesione alla Rete da parte della parrocchia San Andrea è iniziato con un ringraziamento particolare rivolto al Comune di Pioltello che fà parte del coordinamento PIC (Pace in Comune) da ormai dieci anni.
Molte sono state le azioni promosse in questo decennio per educare alla pace partendo dal basso -hanno spiegato le moderatrici della serata Orietta Calasso e Laura Morelli – Siamo partiti dalle scuole con il Piano per il Diritto allo Studio, attraverso gesti semplici: simboli di pace, manifestazioni, biciclettate e presidi.
L’idea
Il progetto nasce da una riflessione statistica: sebbene le donne ottengano in media il 20% dei premi Nobel per la pace (una percentuale superiore rispetto ad altre discipline), la loro presenza ai tavoli dei negoziati e nelle “stanze dei bottoni” resta ancora marginale.
Attraverso il coinvolgimento di 28 donne note per il loro impegno, l’incontro ha analizzato quale sia l’effettivo apporto nelle mediazioni dell’approccio femminile. Un’aspetto è emerso sopra tutti gli altri: la capacità delle donne di “allargare lo sguardo“. Nei trattati di pace a cui hanno potuto partecipare le donne, i termini degli accordi vengono mantenuti più a lungo e toccano aspetti più concreti e tangibili della vita della popolazione civile.
Le esperienze dirette delle cittadine pioltellesi
La pace, però, non si fa solo nei palazzi del potere, ma anche nel quotidiano “partendo dal basso” come ricordano dalla Rete. Per questo la serata ha dato voce a Francesca Cirillo, presidente dell’associazione RelAzioni e alla volontaria Rita Virgillito.
L’associazione, attiva dal 2012 e insignita della Benemerenza cittadina, opera nel quartiere Satellite. La loro missione parte dalle donne:
Coinvolgere una donna significa, di riflesso, coinvolgere i figli e l’intero nucleo familiare – hanno spiegato – In un contesto segnato da isolamento linguistico e culturale, noi creiamo legami che diventano una catena di solidarietà. Pensiamo di dare tanto, ma riceviamo molto di più in cambio.
Ad arricchire il mosaico di testimonianze si è unito il racconto di Francesca Gorla, che ha condiviso la propria esperienza di servizio civile in Perù. Le sue parole hanno portato a Pioltello le storie di giovani ragazze sudamericane che hanno trovato la forza di reagire a violenze e ingiustizie più grandi di loro.
È stata una serata emozionante che ha toccato ogni sfumatura del binomio Donne e Pace. La pace parte dal basso, si costruisce con intelligenza e rispetto.- hanno concluso le moderatrici – La pace è una responsabilità di tutti.
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