INAUGURAZIONE

Una targa per le vittime delle foibe, perché “ricordare è una responsabilità di tutti”

In occasione del Giorno del ricordo, la cerimonia di svelamento nel Giardino delle rimembranze al cimitero di via Ticino

Una targa per le vittime delle foibe, perché “ricordare è una responsabilità di tutti”

Memoria e responsabilità: così si ricorda il dramma delle foibe a Gorgonzola. Si è svolta domenica 8 febbraio 2026, all’interno del cimitero di via Ticino, la cerimonia di inaugurazione della targa dedicata alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, in occasione del Giorno del ricordo.

Lo svelamento della targa

Un momento partecipato e sobrio, che ha visto la presenza di cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali di diverso orientamento politico, dal Gruppo Alpini all’Anpi, a testimonianza di una memoria che vuole essere condivisa e non divisiva. La targa, voluta dopo una mozione approvata dal Consiglio comunale nel 2024, nasce con l’obiettivo di riconoscere una tragedia per lungo tempo marginalizzata e di offrire alla città un luogo di silenzio e riflessione.

Il Giorno del ricordo (che si celebra ufficialmente oggi 10 febbraio 2026, ndr) è stato istituito per sanare una ferita, eppure rischia ogni anno di trasformarsi in una battaglia ideologica. Costruire una memoria che unisce è una responsabilità delle istituzioni.

ha sottolineato il vicesindaco Nicola Basile.

Nel suo intervento, Basile ha richiamato la complessità storica racchiusa in poche parole incise sulla targa: tragedia, vittime, esodo. Senza dimenticare il riferimento esplicito ai conflitti che ancora oggi devastano intere popolazioni, dall’Ucraina al Sudan, fino a Gaza.

Ogni vittima civile merita di essere pianta. Nessuna tragedia ne nega un’altra. Ma non possiamo fermarci al passato: la memoria deve interrogarci anche sul presente. La convivenza è fragile e la pace è preziosa. Ricordare significa prendersi cura delle persone e del futuro

ha concluso il vicesindaco.

Le riflessioni storiche

Sul significato storico del 10 febbraio si è soffermato anche Claudio Giraldi, presidente dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia del comitato di Milano, ricordando come questa data rappresenti il proseguimento di una tragedia iniziata con la fine della guerra.

Si parla giustamente delle foibe, ma si deve parlare anche dell’esodo, del “dopo”: della scelta drammatica tra rimanere italiani o diventare jugoslavi. È stata una tragedia, ed è inutile negarlo. Per troppi anni è stata dimenticata

ha detto Giraldi.

Un appello a non ridurre il Giorno del ricordo a una ricorrenza formale è arrivato anche dagli altri interventi. Tra cui quello  dell’europarlamentare Mario Mantovani, che ha collegato il tema della memoria al presente europeo:

Oggi parlare di Europa significa ritrovare coesione e un sentimento che unisca i popoli. Negare le foibe significa negare un pezzo della nostra storia e della memoria collettiva

Presente anche il consigliere Fabio Iannotta, che si è speso in prima persona per la riuscita della giornata. L’Amministrazione infine ha ricordato il lavoro portato avanti negli anni attraverso iniziative culturali e momenti di approfondimento. Domani, infatti, 11 febbraio 2026, alle 20.45 in biblioteca sarà messo in scena lo spettacolo “Perché erano italiani”, che ci ricorda come la guerra non abbia colore.