Il tragico incidente sul lavoro di ieri, giovedì 5 febbraio 2026, a Cambiago, in cui ha perso la vita un uomo di 57 anni residente a Treviglio, ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza nei cantieri e non solo. L’Osservatorio per la Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, proprio ieri aveva pubblicato i dati del 2025 che sancivano come la Lombardia fosse una delle Regioni italiane con la più bassa incidenza di infortuni mortali durante l’attività lavorativa.
Morti sul lavoro, i dati in Lombardia
I numeri delle vittime sul lavoro in Lombardia nel 2025 confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza. Con 164 decessi registrati da gennaio a dicembre, la regione resta prima in Italia per numero assoluto di morti sul lavoro. Allo stesso tempo però, il calo rispetto al 2024 evidenzia una significativa inversione di tendenza, che si riflette anche nella collocazione della Lombardia in zona bianca, con un’incidenza di mortalità tra le più basse del Paese rispetto alla popolazione lavorativa.
È questo il commento dell’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, alla luce della rilevazione annuale dell’emergenza in Lombardia, basata sull’elaborazione realizzata dal proprio team di esperti.
I numeri provincia per provincia
Per individuare le aree più fragili d’Italia e della regione sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità. La zona bianca, in cui si trova la Lombardia, è quella che raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro più bassa a livello nazionale. A fine dicembre 2025, dunque, il rischio di infortunio mortale in Lombardia (24,7 morti per milione di occupati) risulta essere molto al di sotto della media nazionale pari a 33,3.
Per quanto riguarda le incidenze, in Lombardia solo Cremona, come il mese precedente, è in zona rossa, con un indice pari a 70,0; Brescia (41,5) e Sondrio (41,2) si trovano in zona arancione, mentre Mantova (32,8), Bergamo (28,2) e Lecco (27,8) rientrano in zona gialla. Infine, in zona bianca troviamo: Milano (21,5), Lodi (20,1), Como (19,0), Monza Brianza (14,9), Pavia (12,7) e Varese (5,1).
A fine dicembre 2025, la Lombardia conta 164 decessi totali (in diminuzione rispetto ai 182 del 2024). Di questi, 112 si sono verificati in occasione di lavoro (19 in meno rispetto al 2024) e 52 in itinere (uno in più del 2024). Purtroppo, nonostante il decremento, la Lombardia resta la regione con il numero più alto di vittime, sia totali che in occasione di lavoro.
A Milano il maggior numero di decessi
Il maggior numero di decessi totali è stato registrato in provincia di Milano (49). Seguono: Brescia (30), Bergamo (22), Cremona (14), Mantova (9), Como e Monza Brianza (7), Pavia (8), Lecco e Sondrio (5), Varese e Lodi (4). Milano è anche in cima alla graduatoria degli infortuni mortali in occasione di lavoro, con 33 vittime. Seguono: Brescia (23), Bergamo (14), Cremona (11), Mantova e Monza Brianza (6), Como (5), Lecco (4), Pavia e Sondrio (3), Lodi e Varese (2). È sempre la provincia di Milano a far registrare il maggior numero di denunce totali di infortunio (36.900), seguita da: Brescia (15.909), Bergamo (12.710), Varese (9.950), Monza Brianza (7.816), Como (5.406), Mantova (4.824), Pavia (4.771), Cremona (4.472), Lecco (3.459), Lodi (2.435) e Sondrio (2.221).
Alla fine di dicembre 2025 le denunce di infortunio totali aumentano lievemente rispetto al 2024, passando da 110.050 a 110.873.
Infortuni per genere e nazionalità
Da gennaio a dicembre 2025, sono 40.293 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (30.768 in occasione di lavoro) e 70.580 quelle degli uomini (59.650 in occasione di lavoro). Le donne che hanno perso la vita nel 2025 sono 20 (10 in occasione di lavoro e 10 in itinere).
Le denunce dei lavoratori stranieri sono 29.241 su 110.873 (circa 1 su 4), di queste, 23.760 sono quelle registrate in occasione di lavoro. Infine, si contano 37 lavoratori stranieri deceduti su un totale di 164; di questi, 25 hanno perso la vita in occasione di lavoro e 12 in itinere.
Attività manifatturiera, il settore più colpito
Le Attività Manifatturiere, alla fine del 2025, sono in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (15.274). Seguono: Trasporto e Magazzinaggio (6.714), Commercio (6.101), Costruzioni (5.896) e Sanità (5.820).
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.