Svolta nell’omicidio, o presunto tale, consumatosi sabato 31 gennaio in via Cimarosa 1 a Pioltello. Il Giudice per le indagini preliminari non ha confermato il fermo dei due indiziati dell’omicidio che sono stati scarcerati e hanno lasciato San Vittore.
Scarcerati i presunti assassini
Dopo meno di 48 ore di indagini, su mandato del pubblico ministero milanese Stefano Amendola, i Carabinieri della Compagnia di Pioltello avevano messo le manette ai polsi a due colombiani indiziati di aver commesso l’assassino di Juan Carlos Otiz Duarte, 31enne senza fissa dimora, che sarebbe stato lanciato dal balcone di un appartamento all’ottavo piano di uno dei palazzi di via Cimarosa 1. Secondo gli inquirenti la coppia di connazionali, di 45 e 32 anni, avrebbe avuto una violenta lite con la vittima, culminata nell’omicidio e nel successivo infierire sul cadavere da parte di uno dei due.
Le prove non sono sufficienti
Una tesi che, però, non ha convinto la Gip Chiara Valori che ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e decretato la scarcerazione dei due soggetti. Secondo il magistrato, infatti, in assenza di una perizia sulle tracce di sangue trovate nell’appartamento e in attesa degli esiti dell’autopsia, gli elementi non sarebbero sufficienti per richiedere il fermo in carcere dei due colombiani. Il Gip ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi per fare chiarezza su quanto avvenuto quella sera.
Anche perché dalle indagini è emerso che nell’appartamento, oltre ai diretti interessati, ci fossero in totale una dozzina di persone, non tutte ascoltate dagli inquirenti.
Il rischio di fuga
Quella sera un testimone avrebbe raccontato di aver visto il corpo dell’uomo volare dall’ottavo piano e, successivamente, i due fermati infierire sul corpo e darsi alla fuga insieme ad altre tre persone. Le indagini lampo dei Carabinieri hanno permesso di acciuffarli prima che facessero sparire le loro tracce, tenendo conto che si tratta di soggetti senza fissa dimora e irregolari sul territorio. Lo scarceramento disposto dal Gip, dunque, apre al rischio di una nuova fuga da parte dei presunti assassini che, vistisi braccati, potrebbero approfittare della situazione per darsi alla latitanza prima che arrivi un nuovo provvedimento di custodia cautelare.