dietrofront

Spazio città resterà dov’è, salta l’ipotesi trasloco

La struttura dell’ex Banca Intesa è stata tolta dal mercato rendendo di fatto impossibile procedere con l’idea del sindaco Fabio Colombo

Spazio città resterà dov’è, salta l’ipotesi trasloco

Le opposizioni e Fratelli d’Italia, che avevano criticato l’operazione, hanno ottenuto quanto richiesto, ma solo perché il nuovo immobile non è più disponibile.

Spazio città è “salvo”

Spazio città, compresi uffici comunali di Cassano d’Adda, sede della Polizia Locale e aule studio, non traslocherà. Una vittoria a metà per le opposizioni che a gran voce avevano chiesto un ripensamento all’Amministrazione (e che hanno anche presentato un’osservazione sull’argomento al Piano per il governo del territorio adottato il 28 ottobre in Consiglio comunale) e per Fratelli d’Italia, che ne aveva ribadito il valore storico opponendosi all’idea illustrata dal sindaco Fabio Colombo. Già, perché il dietrofront non è dovuto alle pressioni ricevute, ma semplicemente al fatto che l’immobile dell’ex Banca Intesa, dove avrebbe dovuto avere la nuova sede, non è più disponibile sul mercato.

In merito alle dichiarazioni rilasciate da diverse forze politiche sulla presunta trasformazione del complesso comunale Spazio città e su ipotetiche scelte urbanistiche definite “sbagliate”, riteniamo necessario fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti, evitando che informazioni inesatte generino confusione e allarmismi ingiustificati tra i cittadini. Innanzitutto, non esiste alcun accordo sottoscritto, né tantomeno alcun progetto approvato, finalizzato alla realizzazione di 3mila metri quadrati di edilizia residenziale o alla costruzione di edifici fino a cinque piani. Parlare di “speculazione immobiliare” è quindi del tutto infondato e fuorviante

ha detto Colombo.

Il sindaco ha sottolineato come la vicenda sia stata, a suo parere, ingigantita:

L’Amministrazione ha esclusivamente valutato, nell’ambito di un piano attuativo, la possibilità di alienare un edificio comunale oggi poco funzionale, al solo scopo di acquisire una sede più efficiente e razionale per gli uffici pubblici. Una valutazione preliminare, non vincolante, nata con un obiettivo preciso: ridurre i costi a carico della collettività. Va inoltre ricordato che l’area in questione è soggetta a vincoli urbanistici che rendono tutt’altro che certa (e in molti casi non possibile) la realizzazione di edifici di cinque piani. Ignorare o omettere questo dato significa dimostrare una scarsa conoscenza delle norme urbanistiche oppure, peggio, alimentare volutamente una narrazione distorta per fini politici

ha proseguito il sindaco.

Colombo ha ribadito le spese onerose sostenute dal Municipio:

L’edificio è uno degli immobili più energivori di proprietà comunale: una struttura progettata per funzioni diverse da quelle attualmente svolte, con costi di gestione molto elevati che gravano direttamente sui cittadini. L’ipotesi presa in considerazione mirava a sostituirlo con uno stabile già destinato a uffici, fino a poco tempo fa utilizzato a tale scopo e direttamente collegato alla sede comunale, garantendo così un risparmio significativo in termini economici, energetici e organizzativi. Contrariamente a quanto sostenuto dai paladini degli sprechi dei soldi di tutti, quindi, l’intento dell’Amministrazione era esattamente opposto: evitare sprechi di denaro pubblico e migliorare l’efficienza della macchina comunale

ha aggiunto.

L’operazione non avrà quindi seguito.

Non perché fosse priva di fondamento o utilità per la collettività, ma perché il 18 novembre 2025, successivamente all’approvazione del Piano in Consiglio comunale, l’agenzia immobiliare incaricata ha comunicato che l’edificio ex Banca Intesa non era più sul mercato. Tale informazione è stata confermata direttamente da Banca Intesa il 15 gennaio, sancendo definitivamente il venir meno della possibilità di procedere. Riteniamo doveroso che il dibattito pubblico si basi su fatti reali e non su ricostruzioni parziali o strumentali. La buona fede dei cittadini merita rispetto, non slogan né polemiche costruite ad arte

ha concluso il primo cittadino.