Francesco Castelli vive a Sant’Agata di Cassina de’ Pecchi. E’ attore e regista della locale compagnia amatoriale dell’Arca. In occasione del nuovo anno ha scritto una lettera a tutti i lettori della Gazzetta della Martesana e pubblicata sul numero del 10 gennaio 2026. Ha scelto di augurare la pace citando una commedia portata in scena nel 2005, e che vale la pena riproporre oggi, sabato 17 gennaio, non solo perché l’anno è iniziato da poco, ma anche perché è la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue minori.
Una lettera di augurio ai nostri lettori
Ecco la sua lettera:
Cari lettori della Gazzetta della Martesana, un augurio di pace del 2026, visto che gli appelli degli da ogni parte e da ogni pulpito e in ogni lingua fin’ora sono caduti nel nulla, e quindi le pace tende desiderata non arriva. Voglio tentarci pubblicando un monologo dialettale milanese tratto dalla commedia intitolata “La cort del Freschett” del 1991, e ripresentata nel 2005.
Il protagonista della vicenda, dopo essersi congedato dagli amici della serata davanti alla propria abitazione, sale le scale, e raggiunto il loggiato appoggiandosi alla ringhiera, dà inizio al suo monologo, sotto un cielo stellato:
“Te va, son propi content. Sa gh’è pusée bel in da la vita che vess content? Quand vun al g’ha i amis, e a re’ in paas con tucc, e al g’ha fa dal mal a nissun, l’è l’omm pusée sciur de ’sta tera.
Vureves ben gent, vureves ben gent ch’el mund el pasa in presa. Al ben in dal mond a l’è mai tropp. La pass che tant cercum fra naziun e naziun, la comincia de chi, cont i amiss, cont i visin de ca’, cont quei de la cort, cont tucc quei del paes, e se num sa voeurum ben, e se rispetum, a fasem una grossa famiglia.
E alura gh’è pu bisogn de fa la guera. L’è tuta pass, l’è tuta pass che num reghoeujum. E num sarium semper tucc in pass. Te va che bel discurs che ho fa. Che bej parol. Ho fa un discurs da premio Nobel per la paas. Peccà, che m’ascolta nissun.
Traduzione:
“Tu guarda, sono proprio contento. Cosa c’è di più bello nella vita che essere contenti? Quando uno ha gli amici ed è in pace con tutti, facendo del male a nessuno, è l’uomo più ricco del mondo. Voletevi bene gente, voletevi bene, che la vita passa in fretta, e il bene nel mondo non è mai troppo. La pace che tanto cerchiamo fra Nazione e Nazione, inizia da qui, con gli amici, con i vicini di casa, con quelli della stessa via o contrada. E se noi ci vogliamo bene e ci rispettiamo, facciamo una grande famiglia e allora non c’è più bisogno di fare la guerra. E’ tutta pace, è tutta pace che noi produciamo e noi saremo sempre in pace. Te guarda che bel discorso che ho fatto, che belle parole. Ho fatto un discorso da premio Nobel per la pace. Peccato che non mi ascolta nessuno”.
(Nella foto in evidenza una vecchia foto della Compagnia dell’Arca)