Era il 17 gennaio 1985 quando il Palazzetto dello sport di Milano, un impianto sportivo da 18mila posti orgoglio della “Milano da bere” edificato solo nove anni prima, crollò sotto “la nevicata del secolo”. Fu poi abbattuto e mai più ricostruito.
La “nevicata del secolo”
Il 1985 fu l’anno della nevicata del secolo. Tra il 13 e il 17 gennaio si abbattè sull’Italia settentrionale una precipitazione che nemmeno i più anziani ricordavano di avere mai visto.
Danni e disagi furono enormi. Il palazzetto dello sport di Milano era l’unico impianto che consentiva le manifestazioni di atletica e ciclismo indoor.
Così scriveva l’edizione del 22 gennaio 1985 della Gazzetta della Martesana, facendo un resoconto della situazione, tutto sommato non drammatica, nella nostra zona:
I trasporti pubblici sono andati in tilt soprattutto martedì e mercoledì. La mancanza di catene e appositi copertoni ha causato ritardi enormi, corse saltate, orari inesistenti.
Il traffico automobilistico è diventato incontrollato fino a quando le catene sono state montate dalla maggioranza degli autisti. Parecchi camion hanno creato ingorghi paurosi con quello che ne consegue.
Tra l’altro si è creato un mercato nero di catene (vengono vendute a prezzi incredibili) e addirittura c’è chi ha rubato le catene ad altre vetture in sosta. Scuole chiuse dappertutto, assenteismo rilevante in alcuni casi.
Le cronache dell’epoca riferiscono poi di mezzi pesanti che bloccavano la Padana e di passeggeri scesi a spingere i bus, rimasti con le ruote bloccate nella neve.
A Inzago erano caduti i tetti dell’Ospedale Marchesi, di due capannoni della ditta Elco e di alcune cascine. A Trezzo sull’Adda erano stati chiusi per due giorni gli Uffici postali.
Anche la Gazzetta della Martesana si trovò ad affrontare l’emergenza, tanto che fu pubblicato un trafiletto di scuse per i problemi che erano stati riscontrati nella distribuzione delle copie nelle edicole.