Una nuova pietra d’inciampo verrà posata a Brugherio, nel Parco Miglio di via De Gasperi, in occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria, che viene celebrato il 27 gennaio.
Una nuova pietra d’inciampo a Brugherio
Durante la giornata che celebra la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, l’Amministrazione e il Comitato per le pietre d’inciampo provinciale, in collaborazione con l’Anpi, l’Aned e Cgil, Cisl e Uil, sveleranno il sampietrino rivestito in ottone dedicato alla memoria e recante il nome di Giulio Mandelli.
La cerimonia con il corteo e la posa in ricordo di Giulio Mandelli
La cerimonia a Brugherio si terrà sabato 24 gennaio 2026, alle 10.30, con un momento iniziale nella sala consiliare del Municipio di piazza Cesare Battisti, con gli interventi delle autorità, degli studenti e l’accompagnamento musicale degli allievi della Fondazione Piseri. A seguire si terrà il corteo che raggiungerà il parco per la posa della pietra d’inciampo (nella foto un momento della cerimonia dello scorso anno).
La storia del brugherese cresciuto in Cascina Increa
Classe 1909, Mandelli ha abitato in Cascina Increa. Dopo il servizio di leva, tornò al suo lavoro nei campi, sposandosi e diventando padre di un figlio. Nel 1937 venne richiamato alle armi e inviato in Libia, per poco meno di un anno. A gennaio del 1942, invece, con l’aumentato bisogno di nuovi soldati a seguito dell’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, venne arruolato nel 440esimo Battaglione Costiero, seconda Compagnia del IV Corpo d’Armata e inviato nella zona di Durazzo, in Albania.
L’Armistizio e il “no” alla Repubblica Sociale Italiana
L’8 settembre 1943, dopo il rifiuto di continuare a combattere al fianco dei tedeschi e tra le fila delle truffe della mussoliniana Repubblica Sociale Italiana, seguì il tragico destino della maggior parte dei militari italiani. Venne deportato in Germania, a Siegen-Weidenau, dove fu internato e obbligato a lavorare nelle industrie locali. Nonostante il suo forte fisico, a causa di una broncopolmonite acuta non curata venne ricoverato all’ospedale civile di Weidenau, dove morì il 7 settembre 1944. Sepolto nel vicino cimitero di Dreis Tiefenbach, dopo la fine della guerra la sua salma fu trasferita nel cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, in Germania.