La città di Melzo cammina per la pace: cittadini, associazioni e istituzioni si sono riuniti sabato scorso per lanciare un forte messaggio di speranza e ribadire che la pace non è affare privato dei potenti ma nasce nel dialogo e nelle buone relazioni all’interno delle comunità.
Una pace concreta
La pace non è solo assenza di guerra ma è una scelta: la scelta di guardare l’altro con occhi nuovi, di tendere la mano, di aprirsi al dialogo. La pace perciò passa da tante piccole scelte che si fanno nella vita quotidiana. Anche se i recenti conflitti militari e il clima di tensione nel mondo sembrano superare il normale orizzonte d’azione del singolo, l’impegno civico e sociale dimostra che esiste una via alternativa alla prepotenza e alla violenza.
Il sindaco Antonio Fusè infatti ha ringraziato in apertura i giovani, i volontari e le associazioni che costituiscono la rete sociale cittadina e rendono Melzo un luogo accogliente attraverso la loro solidarietà silenziosa e i gesti di cura. Un riconoscimento alla comunità melzese che non si è chiusa di fronte alle sfide attuali ma è stata capace di adattarsi e impegnarsi per costruire un futuro.
Come prima testimonianza di pace è stato proiettato un videomessaggio di monsignor Paolo Martinelli, vicario apostolico dell’Arabia Meridionale. Egli ha parlato della sua esperienza di dialogo e convivenza tra fedi e culture diverse all’interno della Casa della Famiglia Abramitica dove convivono ebrei, cristiani e musulmani.
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Il sindaco Antonio Fusè
Il prevosto don Renato Fantoni
Monsignor Paolo Martinelli
In cammino
Al termine di questa introduzione i presenti hanno formato il corteo colorato con bandiere e cartelli e si sono mossi in direzione di Piazza della Repubblica passando per via Bianchi e via Matteotti. Una volta giunti ai piedi della statua di Sant’Alessandro si è formato un grande semicerchio per ascoltare Debora Comito, rappresentante di Pace in Comune (coordinamento di comuni e associazioni del milanese che hanno scelto di mettere la pace tra le proprie priorità). Queste le sue parole:
La pace non è un concetto astratto né un tema distante. Non si può delegare a chi governa ai piani più alti, è una responsabilità che coinvolge ciascuno di noi nel proprio piccolo. La pace si costruisce giorno per giorno nei propri territori, nelle politiche di inclusione, nel dialogo tra le culture, nella tutela dei diritti, nella promozione della giustizia sociale e della solidarietà. E sicuramente i comuni sono i luoghi in cui questi valori devono diventare azioni concrete ma occorre fare rete. Far parte di un coordinamento vuol dire dare forza a ogni singolo Comune che mette in atto politiche volte alla pace
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Al microfono, Debora Comito
Uno sguardo sul mondo
Dalla recinzione che circonda la statua è stato tolto l’iconico striscione per la pace e i numerosi partecipanti hanno continuato la camminata portando tra le strade il suo forte e coraggioso messaggio: “Melzo dice NO a tutte le guerre”. L’ultima tappa ha portato il corteo fino a piazza Sant’Alessandro dove è intervenuta Ilaria Ventura, volontaria di Aleimar (associazione melzese che si impegna a favore dei diritti per i bambini in Italia e nel mondo).
Siamo qui perché pensiamo che la pace sia possibile, che non sia solo una parola astratta o un’utopia lontana ma una responsabilità concreta. Noi di Aleimar la pace non la leggiamo nei libri o nelle definizioni, la incontriamo o ne sentiamo la mancanza nelle vite delle persone ogni giorno. La pace è una madre che può mandare i figli a scuola senza paura, è un campo che può essere seminato senza il rischio di doverlo abbandonare, è una comunità che può progettare il futuro invece di dedicarsi a sopravvivere
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Ilaria Ventura