appello a ripensarci

Fratelli d’Italia contro il (proprio) sindaco: “Non deve vendere Spazio città”

Il Direttivo del partito ha preso una posizione netta e decisa in merito all’ipotesi di trasferimento degli uffici nell’ex Banca Intesa

Fratelli d’Italia contro il (proprio) sindaco: “Non deve vendere Spazio città”

Per i membri di FdI di Cassano d’Adda “alienare l’immobile può essere una grave perdita per la memoria storica, culturale e identitaria della nostra comunità”.

Diatriba aperta

Durante il Consiglio comunale di adozione del Pgt (Piano di governo del territorio) che si è tenuto a fine novembre, discutendo l’ipotesi dello spostamento di Spazio città nell’ex edificio di Banca Intesa, il presidente Giovanni Albano si era detto contrario così come l’esponente di Cassano obiettivo comune Elena Bornaghi:

Io non sono d’accordo e farò il possibile perché si torni indietro

aveva detto.

Ora il cassanese, in qualità di segretario cittadino di Fratelli d’Italia e a nome di tutto il partito (che annovera nel parlamentino lui e la consigliera Pinuccia Lo Palo e in Giunta gli assessori Antonio Capece e Rosetta Stavola), torna sull’argomento per spiegare le ragioni della contrarietà a questa operazione.

Il Direttivo di Fratelli d’Italia Cassano d’Adda intende condividere le proprie osservazioni. Alienare questo immobile può essere una grave perdita per la memoria storica, culturale e identitaria della nostra comunità. Spazio città oggi non è un semplice immobile pubblico, ma un luogo carico di significato che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cassanesi sotto il profilo storico, civico e identitario

si legge nella nota diffusa dal gruppo politico.

Da queste considerazioni l’appello all’Amministrazione di ripensarci.

Il futuro della città non può prescindere dal rispetto del suo passato. Per questo riteniamo opportuno che nella successiva fase di approvazione del Pgt venga esclusa qualsiasi ipotesi di alienazione di Spazio città, impegnandoci a tutelarlo e valorizzarlo come bene storico e culturale dell’intera comunità

hanno detto i membri del partito cittadino.

A novembre in Consiglio il sindaco Fabio Colombo aveva ammesso che tutto era nato da una sua idea:

E’ stata una mia indicazione quella di verificare l’opportunità di questo trasferimento. L’edificio dell’ex Pretura è sì storico, però purtroppo ha grandissime criticità dal punto di vista dell’organizzazione: gli spazi sono altissimi, il riscaldamento e l’illuminazione costano un’esagerazione

aveva spiegato.

Ma Albano è convinto che un ripensamento possa esserci:

Questa proposta è sbagliata. Spazio città ha un valore per l’intera comunità. Anita, la figlia del pretore Pasquale Testa, a cui i carcerati scrivevano per ringraziare del trattamento umano ricevuto, è stata consigliera comunale. Sembra uno sgarbo a una famiglia che si è messa al servizio della comunità e l’ex sindaco Andrea Giudici ha fatto tanto per Cassano. Spero che sindaco e Amministrazione rinsaviscano e cambino direzione. Capisco le spese per mantenere lo stabile, ma la storicità e l’identità di una città non hanno prezzo

ha ribadito.

Storia, arte, cultura e identità: tutte le ragioni della contrarietà

Il Direttivo di Fratelli d’Italia ha elencato le ragioni per cui Spazio città dovrebbe rimanere al suo posto. Per molti anni l’edificio ha rappresentato la sede della Pretura e del carcere mandamentale, “configurandosi come un autentico presidio di giustizia e legalità per il territorio – hanno detto gli iscritti al partito – Al suo interno si conservano spazi di grande valore storico ed è dedicato a due figure centrali della storia di Cassano d’Adda: Andrea Giudici e Pasquale Testa”.

Il primo, professore e sindaco, è stato un protagonista attento e instancabile della rinascita e dello sviluppo della città.

Grazie al suo impegno amministrativo furono realizzate opere fondamentali come il piano regolatore, l’edilizia scolastica e popolare, il nuovo acquedotto, la metanizzazione, la caserma dei Carabinieri di via Di Vona e la sede municipale di via Manzoni, sempre con una visione orientata al bene comune. Accanto a lui, il magistrato Pasquale Testa, pretore in città dal 1952 al 1969, che ha rappresentato un esempio di dedizione, competenza e integrità morale. Sotto la sua guida, la Pretura divenne un ufficio moderno ed efficiente e il carcere mandamentale un luogo rispettoso della dignità umana e orientato alla reale riabilitazione dei detenuti

hanno proseguito.

C’è poi un altro aspetto:

A rendere ulteriormente prezioso l’edificio sono gli affreschi di Trento Longaretti, opere di straordinario valore artistico e simbolico dedicate al tema della giustizia, concepite appositamente per questo luogo e quindi indissolubilmente legate alla sua identità. Sradicarle dal loro contesto significherebbe privarle di una parte sostanziale del loro valore storico e culturale.

A seguito della riforma del Governo Monti del 2012, che ha portato all’abolizione delle sezioni distaccate dei tribunali, Spazio città ospita importanti servizi comunali, tra cui il presidio della Polizia Locale, le aule studio per i giovani, la sede della Pro loco e gli sportelli Anagrafe e Tributi.

Pur potendo tali servizi essere eventualmente trasferiti, il valore storico, culturale e identitario dell’edificio e del contesto in cui si inserisce non è replicabile né sostituibile per una comunità che da sempre lo riconosce come luogo simbolo. Come scrive Federico García Lorca: “Non portar via il tuo ricordo, lascialo solo nel mio cuore”. Questa frase, impressa all’interno di Spazio città in calce alla fotografia del pretore Pasquale Testa, rappresenta un monito concreto: la memoria, la storia e la cultura di un paese non possono essere cancellate o sacrificate in nome di operazioni immobiliari prive di legami con l’identità della città. Non a caso, uno degli articoli storici ancora oggi esposti all’interno di Spazio città ricorda come “per merito di un magistrato dinamico e umanista, a Cassano la Pretura, la più bella d’Italia, amministra un territorio di centomila abitanti con una media di quattromila procedimenti all’anno”. Una testimonianza concreta del valore civico, istituzionale e umano che questo luogo rappresenta. Lo dobbiamo a loro, a chi ha lavorato e lottato per rendere Cassano una città migliore

ha concluso il segretario di FdI.