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Nove palazzi in via Cevedale a Cernusco: la versione della maggioranza

Dopo l'approvazione in Giunta del progetto, Partito democratico, Cernusco Possibile – AVS e Tutti per Cernusco hanno diffuso un lungo comunicato in cui cercano di dare la propria versione sul percorso e le scelte che hanno portato alla situazione attuale

Nove palazzi in via Cevedale a Cernusco: la versione della maggioranza

Quattro pagine di comunicato stampa in cui il Partito democratico, Cernusco Possibile – AVS e Tutti per Cernusco di Cernusco sul Naviglio hanno cercato di fornire la sua posizione e la sua “verità” sul progetto urbanistico di via Cevedale. Una scelta che, come era facilmente immaginabile, ha spaccato l’opinione pubblica.

Via Cevedale la versione della maggioranza

Lunedì 11 agosto  2025, la Giunta cernuschese, capitanata dalla neo sindaca Paola Colombo, ha annunciato l’adozione del Piano di via Cevedale, dando di fatto il prima via libera al futuro del quartiere. Là dove oggi c’è un’area verde sorgeranno nove nuovi palazzi di edilizia residenziale.

Una scelta che  è stata fortemente sostenuta dalle forze di centrosinistra al governo

Questa tappa conclude un iter iniziato oltre vent’anni fa, una vicenda politicamente impegnativa nella quale ogni scelta è stata il frutto di un bilanciamento difficile tra sensibilità ambientali, obblighi giuridici e interesse pubblico. La delibera contiene anche gli allegati con le controdeduzioni alle quattro osservazioni presentate da realtà del territorio: solo in un caso si è proceduto con un parziale accoglimento, in altri recependole come suggerimenti per il prosieguo dell’iter amministrativo, in particolare a tutela dell’ambiente e del patrimonio arboreo esistente.

si legge nel lunghissimo comunicato diffuso dalla maggioranza.  Nel testo della deliberazione è stata inserita la richiesta di prestare particolare attenzione alla compatibilità degli interventi previsti nelle aree pubbliche rispetto al patrimonio naturalistico, valutando – anche in fase di rilascio dei permessi di costruire – eventuali soluzioni progettuali alternative rispetto a quanto già presentato. Inoltre è stato sottolineato l’impegno dell’Amministrazione comunale ad attuare le soluzioni del modello “Città Spugna”, per il contrasto degli effetti delle alluvioni in occasione di eventi meteorologici estremi.

Un lungo percorso politico

Dal centrosinistra hanno anche voluto chiarire come l’atto di Giunta di lunedì sia solo la conclusione di un percorso ben più lungo:

Si tratta dell’eredità di scelte urbanistiche precedenti. Il nostro compito è stato migliorare il progetto, tutelare l’ambiente e garantire ricadute positive per la città. E possiamo dire che ci siamo riusciti, grazie all’impegno di tutti, portando a una notevole riduzione delle volumetrie e aumentando opere e compensazioni che andranno a beneficio di tutta la cittadinanza.

Nella cronostoria ricostruita si sottolinea come la prima trasformazione in residenziale dell’area sia legata a una scelta urbanistica del 2002, a opera del centrodestra, ribadita poi nel 2010-2011 dalla  Giunta Comincini. Nel 2014 la prima variante di aggiornamento e nel 2019 la presentazione da parte della società proprietaria della richiesta di permesso a costruire.

Tra il 2019 e il 2022 parte la Variante parziale al PGT: l’obiettivo delle amministrazioni di centrosinistra è ridurre volumetrie, migliorare le dotazioni pubbliche e introdurre interventi di mitigazione ambientale. Le trattative con l’operatore portano nel 2021, con la delibera di Giunta n. 292, ad una riduzione del 25% della volumetria complessiva e contestualmente all’eliminazione dell’obbligo di edilizia convenzionata presente nella previsione originaria: una scelta dettata dalla constatazione che, a causa della normativa vigente e delle condizioni di mercato d’allora, quell’obbligo avrebbe reso di fatto irrealizzabile l’intervento, rischiando di lasciare l’area inutilizzata e senza le opere pubbliche compensative previste. La riduzione di volumetria consente di abbassare di un piano tutte le palazzine.

Alla domanda presentata anche dal comitato Cernusco Bene Comune se si poteva fermare l’iter in corso, la maggioranza non ha dubbi:

No. Una volta che un’area è resa edificabile e inserita in uno strumento urbanistico vigente, il Comune ha obblighi giuridici verso i proprietari: cancellare la previsione senza un accordo avrebbe come minimo esposto l’ente a contenziosi milionari e a un danno certo per le casse pubbliche. Ma la nostra scelta non è stata quella di “andare avanti perché non si poteva fare altro”. È stata una decisione politica e di responsabilità: intervenire su un’eredità del passato per trasformarla in un progetto migliore, più equilibrato e meno impattante possibile significa amministrare con pragmatismo e attenzione alle esigenze dei cittadini.

Il nostro obiettivo non è mai stato “ratificare” il vecchio piano né annullarlo, ma ridurre le volumetrie, inserire opere pubbliche strategiche, rafforzare le mitigazioni ambientali e fissare regole chiare per la tutela del patrimonio naturale. In altre parole, non subire una scelta del passato, ma correggerla e migliorarla, garantendo ricadute concrete e positive per la città. Abbiamo lavorato per tenere insieme due esigenze: da un lato la crescente domanda di famiglie cernuschesi di abitazioni sul territorio, dall’altro la tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale.

La questione ambientale

Il dito puntato contro l’Amministrazione cernuschese è relativo al consumo di suolo verde. Anche in tal senso Partito democratico, Cernusco Possibile – AVS e Tutti per Cernusco hanno la risposta pronta specificando come, nel nuovo Pgt su cui si lavorerà, la componente ambientale e di sostenibilità avrà una presenza spiccata, attraverso il recupero di aree di proprietà privata – attualmente costruite – che saranno restituite a una condizione naturale ripristinando 50mila metri quadrati di verde.