Raddoppio Paullese, Di Marco (M5s): "Non diventi la Salerno-Reggio Calabria lombarda, chiederemo fondi"
Le parole del capogruppo pentastellato al termine della seduta della V Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità

È scontro politico sul raddoppio della Paullese. Il consigliere regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle Nicola Di Marco ha criticato duramente l'assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi al termine della seduta della V Commissione Territorio, infrastrutture e mobilità di oggi, giovedì 5 dicembre, durante la quale si è tenuta l'audizione in merito ai lavori di potenziamento e raddoppio sulla ex SS 415 Paullese. Hanno partecipato Città Metropolitana di Milano Sindaci dei Comuni di Pantigliate, Paullo e Settala Direzione Generale Infrastrutture e Opere pubbliche di Regione Lombardia "Comitato pendolari Paullo".
Il nuovo cronoprogramma
Lunedì 25 novembre 2024, la Giunta di Regione Lombardia ha sbloccato l'impasse relativa al potenziamento della Paullese tramite un accordo con la Città metropolitana di Milano e la Provincia di Lodi per realizzare rapidamente le attività. L'obiettivo è la realizzazione degli interventi che riguardano la "tratta B" e il "secondo stralcio" nel territorio di Paullo, in provincia di Milano, e di Zelo Buon Persico, in provincia di Lodi. L'accordo prevede di affidare la progettazione e la realizzazione degli interventi a Cal (Concessioni Autostradali Lombarde), una società pubblica partecipata al 50% da Anas e al 50% da Regione Lombardia attraverso Aria.
Di Marco: "Chiederemo fondi con la prossima Legge di Bilancio"
"L’obiettivo è condiviso: lavorare affinché i ritardi sui cantieri per il raddoppio, non trasformino la Paullese nella Salerno-Reggio Calabria lombarda"
ha commentato il Capogruppo M5s Lombardia, Nicola Di Marco, molto critico con l'operato dell'assessore Claudia Maria Terzi.
"Colpisce, in maniera negativa, l’assenza dell’assessore Terzi, evidentemente più a suo agio nel rilasciare annunci alla stampa che nel confrontarsi con i cittadini. Se impegnata, avrebbe perlomeno potuto far partecipare un rappresentante della sua Direzione generale. I toni trionfalistici recentemente utilizzati dall’Assessore per il secondo stralcio (da Zelo a Spino d’Adda), stonano rispetto l’approfondimento di oggi relativo al primo stralcio del lotto due (da svincolo strada provinciale “Cerca” fino all’altezza della TEEM/Zelo) dove cantieri sembrano fermi, la sicurezza degli automobilisti costretti a percorrere la vecchia tratta è messa a rischio e i disagi alla viabilità finiscono inevitabilmente per ripercuotersi anche sul trasporto pubblico".
A proposito dei prossimi step per il completamento dei lavori, Di Marco ha aggiunto:
"A quanto apprendiamo, i lavori dovrebbero terminare entro la fine del 2025, mentre per la copertura finanziaria dell’opera mancano ancora 1,8 milioni di euro. L’impegno, ribadito da Città Metropolitana, è quello di lavorare affinché i tempi di chiusura del cronoprogramma possano essere ridotti, mentre per quel che riguarda il reperimento dei fondi chiederemo, nell’ambito dell’approvazione della prossima legge di Bilancio, che Regione Lombardia si impegni ad anticipare le risorse o si faccia carico di questa esigenza presso il ministero dei Trasporti. Magari suggerendo al ministro Salvini di investire le risorse dello Stato sulle strade che servono ai milanesi, piuttosto che sui modellini del Ponte sullo Stretto".