Andar per rocche e castelli

Un tuffo nella storia

Dal Castello Sforzesco a quello di Rivoli, dalla Rocca Scaligera di Sirmione alla Fortezza di Sarzanello

Un tuffo nella storia
19 Ottobre 2020 ore 16:12

Un viaggio nella storia. E’ quello che si può fare visitando alcuni dei tanti castelli disseminati nel nostro Paese. Anzi, più che un viaggio: un vero e proprio tuffo nella storia. Perché visitare un maniero o una fortezza è un po’ come tornare indietro nel tempo per entrare in una nuova dimensione. Senza dimenticare che i castelli si trovano spesso in posizioni straordinarie e offrono panorami unici, dando l’opportunità di scattare foto davvero uniche.

Allora, andiamo a scoprire alcuni dei più noti.

Valle d’Aosta

E’ sicuramente la regione che, in rapporto all’estensione del suo territorio, offre il maggior numero di castelli, incorniciati tra vigneti e castagneti, in posizioni uniche e suggestive.

Diciamo subito dell’imperioso Castello di Bard, che rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento: oggi ospita anche il Museo delle Alpi e ha vari spazi in cui trovano posto importanti mostre temporanee. Altrettanto famoso e visitato è il Castello di Fénis, il più scenografico castello medievale della regione, un tempo appartenuto alla potente casata degli Challant. E sparpagliati per la Valle d’Aosta meritano una visita i resti del Castello di Cly col suo poderoso donjon, il Castello Gamba a Châtillon, il massiccio Castello di Ussel, primo esempio valdostano di castello monoblocco, il Castello di Verrès, costruito fra il 1361 e il 1390 da Ibleto di Challant sulle rovine di un’antica fortezza, il Castello di Issogne, con la celebre fontana del melograno in ferro battuto, il Castello di Introd, a 880 m di quota, su un terrazzo dominante la valle della Dora Baltea, e il Castello di Sarre che i Savoia usavano per i soggiorni di caccia nella regione.

Piemonte

Nel cuore verde del parco ottocentesco di Torino, il Castello del Valentino ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d’uso prima di diventare sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino: una trasformazione radicale all’inizio del XIX secolo lo ha decretato, infatti, sede di rappresentanza e di ricevimento.

Appena fuori città troviamo il Castello della Mandria, immerso nei 3.000 ettari dell’omonimo Parco naturale. Edificato durante la creazione della Reggia di Venaria per l’allevamento delle cavalle di razza, venne in seguito destinato da Vittorio Emanuele II a uso abitativo, divenendo ben presto sua residenza e luogo prediletto.

Il Castello di Rivoli è il primo museo dedicato all’arte contemporanea in Italia: nato nell’XI secolo come roccaforte militare, il castello è oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea e presenta una prestigiosa collezione e grandi mostre temporanee in un originale contesto storico-architettonico.

Da oltre mille anni, il Castello di Masino, dimora sontuosa di una delle più illustri casate piemontesi immersa in un immenso parco monumentale, domina la vasta piana del Canavese da un’altura antistante la suggestiva barriera morenica della Serra di Ivrea.

Nel Cuneese si resta ammirati dal Castello reale di Racconigi, e dal suo vasto parco. Esempio tra i più significativi in Europa della sensibilità verso la natura e il paesaggio propria del Romanticismo, visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

Nelle Langhe, circondati da borghi e colline, troviamo il Castello di Govone, fortezza di epoca medievale, ricostruita nelle attuali forme barocche dai conti Solaro e scelta da Carlo Felice come villeggiatura estiva. Il Castello di Govone è famoso anche per il giardino settecentesco all’italiana, dove fioriscono numerose varietà di rose e una rara specie di tulipano selvatico.

Risalendo le colline a sud di Saluzzo, ecco comparire il Castello della Manta (che oggi fa parte dei beni Fai). Nato come casa-forte nel XIII secolo e poi trasformato in residenza signorile, custodisce nella Sala Baronale il suo “pezzo forte”: il ciclo di affreschi delle nove Eroine e i nove Prodi, raffigurati quasi a grandezza naturale accanto alla leggendaria Fontana della Giovinezza.

Dopo essere stato per molti anni oggetto di diversi lavori di recupero e di restauro, il Castello Visconteo Sforzesco di Novara è oggi completamente rinnovato, grazie alla stretta collaborazione nata tra Unione Europea, Regione Piemonte e Comune di Novara. Nato nel XIII secolo come torre militare per controllare la città, diventato la principale fortezza dei Visconti e trasformato poi in carcere, il Castello Visconteo Sforzesco per secoli ha visto trascorrere all’interno delle sue mura la vita di Novara. Dopo un lungo e complesso periodo di ristrutturazione, oggi il Castello è tornato ad essere il fulcro delle attività sociali della città oltre che la cornice di eventi, concerti e iniziative culturali.

Lombardia

Non c’è dubbio: per la Lombardia non si può che partire dal Castello Sforzesco di Milano. Fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti nel 1368, appena fuori le mura medievali della città, è oggi un vero scrigno che custodisce tantissimi gioielli: dalla Pietà Rondanini, straordinaria opera di Michelangelo, al Museo degli Strumenti musicali, dalla Raccolta d’Arte applicata, al Museo d’Arte antica (con la favolosa Sala delle Asse e il pergolato opera di Leonardo), fino a La Sala del Tesoro con gli affreschi del Bramante.

È da far risalire, invece, al padre Galeazzo II Visconti il Castello di Pavia, oggi sede dei Musei Civici, che fu costruito nel 1360 sull’area limitrofa a S. Pietro in Ciel d’Oro: allora comprendeva un grandioso parco di caccia, che si estendeva originariamente per una decina di chilometri. Qui lavorarono pittori come Bonifacio Bembo, Zanetto Bugatto e Vincenzo Foppa: di particolare bellezza il decoro con imprese viscontee sul cielo stellato della “Sala Azzurra”, le figure del Cristo morto e dei Santi nell’originaria cappella (al pian terreno), i motivi a tappezzeria e le immagini muliebri su sfondo di rose (primo piano).

Sempre alla famiglia Gonzaga appartenne anche il Castello di San Giorgio a Mantova, fatto costruire nel 1395 appena preso possesso della città: un classico edificio a pianta quadrata costituito da quattro torri angolari e cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi. La sua notorietà è legata soprattutto alla famosissima “Camera Picta” o Camera degli Sposi, grande capolavoro di Andrea Mantegna. Realizzata tra il 1465 e il 1474 in uno spazio angusto e quadrato (8 metri per 8), l’artista riesce a dare l’illusione di sfondare le pareti con la pittura, come se lo spazio fosse dilatato ben oltre i limiti fisici della stanza: in particolare, il soffitto diventa un’apertura e il cielo si popola di amorini e fanciulle.

È, invece, da ricondurre al grande condottiero Bartolomeo Colleoni il Castello di Malpaga nel comune di Cavernago (Bg): lo acquistò nel 1456, dal Comune di Bergamo, e lo trasformò in una fortezza inespugnabile, campo di alloggiamento per i suoi soldati e magnifica residenza. Le pareti del castello sono quasi interamente affrescate (molti affreschi sono attribuiti al Romanino) e costituiscono non solo una viva e bellissima testimonianza artistica ma anche una testimonianza degli usi e del modus vivendi dell’epoca.

Torniamo indietro nel tempo al Castello di Vezio che si affaccia sul Lago di Como, su un promontorio che domina l’abitato di Varenna. Quando si diceva di splendidi panorami, qui ne abbiamo uno straordinario esempio, con scorci incantevoli sul lago e sui dintorni. Si tratta di un antico avamposto militare di origine basso medioevale eretto a difesa e controllo del lago e dei borghi circostanti dalla regina longobarda Teodolinda. Da segnalare la torre di avvistamento a base quadrata, accessibile tramite un piccolo ponte levatoio e visitabile fin sulla sommità e i rapaci del piccolo centro di falconeria che si esibiscono in alcune occasioni.

Chiudiamo con la Rocca scaligera di Sirmione, raro esempio di fortificazione lacustre-marino. Bagnata su tutti i lati dalle acque del lago di Garda, presenta le mura e le tre massicce torri maggiori, caratterizzate dalle merlature a coda di rondine tipiche di ogni costruzione scaligera e un imponente mastio alto 47 metri, sotto al quale si trovava la prigione. Per chi volesse poi proseguire sulla sponda lombarda del Lago di Garda, potrà incontrare tutta una serie di rocche e manieri: a Desenzano, a Padenghe, a Moniga, a Manerba…

Veneto

Anche il Veneto presenta diverse roccaforti, segno tangibile della sua storia, spesso collegate a un sistema di città murata tipica della tradizione veneziana.

Postazione militare fin dall’epoca romana, Marostica ha poi occupato un ruolo strategico di rilievo sia per Bassano che per Vicenza. Nell’VIII secolo il re dei Longobardi Astolfo realizzava un castello sul colle Pausolino. L’attuale aspetto risale al XIV secolo e fu opera degli Scaligeri, Signori di Verona. Risale infatti al 1312 l’edificazione, da parte di Cangrande della Scala, del mastio del Castello “da Basso” e del Castello Superiore; successivamente Mastino II completò il Castello Inferiore; nel 1372 invece Cansignorio della Scala iniziò la costruzione della cinta muraria, che racchiude il colle Pausolino e la pianura sottostante, unendo i due castelli: il Castello Superiore e il Castello “da Basso.

La Rocca di Asolo è il simbolo della città; si presenta sulla sommità del monte Ricco (310 m) come una solida fortificazione militare. Edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII ebbe funzioni di presidio per la città. Dai suoi spalti è possibile ammirare tutto il paesaggio circostante con uno sguardo che dalle Dolomiti arriva a Venezia.

La provincia di Verona è ricca di queste testimonianze. Nella città di Romeo e Giulietta, si deve a Cangrande II della Scala l’erezione nel 1354 del Castello di San Martino in Aquaro (poi detto Castelvecchio), sulle sponde dell’Adige, che ospita il Museo d’arte antica e moderna. Passata la città in mano ai Milanesi, tra il 1390 e il 1395 Gian Galeazzo Visconti edificò anche Castel San Pietro.

L’incantevole borgo di Malcesine, situato sulla “Riviera degli Ulivi”, accoglie con il suo splendido Castello realizzato su uno scoglio a strapiombo sul lago e ricostruito dagli Scaligeri nel XIII secolo, oggi sede del Museo di Storia naturale del Garda.

Sempre sul grande lago, a Torri del Benaco troviamo il Castello Scaligero con le tre torri merlate, che risale al XIV secolo e che accoglie un interessante Museo etnografico con sezioni dedicate alle incisioni rupestri preistoriche, alla pesca e all’olivicoltura.

A Monselice, la “porta degli Euganei” la Rocca federiciana, con la sua ricca collezione d’armi e armature, domina dalla sommità del colle la pianura sottostante. La struttura è una fusione di strutture edificate in momenti successivi: la massiccia torre d’Ezzelino (XIII sec.), il castelletto e la casa romanica (XI-XII secolo), l’addizione dei Marcello (XV sec.).

Liguria

Guardano sul mare, oppure sono nascosti sulle Alpi; ma anche in Liguria non mancano castelli che val la pena visitare.

Partiamo da Ponente e a Sanremo troviamo il Forte Santa Tecla, un tipico esempio di architettura militare del Settecento, uno dei pochi rimasti intatti sulla costa ligure. A Finale Ligure, invece, troviamo, nella frazione di Perti, Castel Gavone che era la sede principale dei marchesi Del Carretto, signori di Finale, costruito alla fine del XII secolo sopra il colle del Becchignolo, lo sperone roccioso che domina Finalborgo. La cinta rettangolare esterna fu eretta nel secondo o terzo decennio del XVI secolo.

A Genova, merita di essere visitato il Castello D’Albertis, una dimora storica fatta edificare nel 1886 su di un antico bastione delle Mura trecentesche sulla collina di Monte Galletto dal capitano di mare Enrico Alberto D’Albertis: oggi è sede del Museo delle culture del mondo e del Museo delle musiche dei popoli.

Particolarmente suggestivo è il Castello della Pietra, antica fortificazione sita alle spalle di Genova, nel comune di Vobbia, nell’omonima valle tributaria del torrente Scrivia. È situato in una pittoresca posizione elevata tra due speroni di conglomerato roccioso che ne costituiscono i naturali bastioni ed è raggiungibile soltanto a piedi.

Direttamente sul mare è, invece, il Castello di Rapallo, simbolo della città. Costruito a partire dalla seconda metà del XVI secolo dopo un’incursione dei pirati turchi, contiene anche una piccola cappella dedicata a san Gaetano con la caratteristica cupoletta con campana, ben visibile all’esterno del castello.

Scendiamo verso la Toscana e troviamo il Castello di Lerici, una fortificazione a base poligonale che si erge in posizione dominante sul promontorio roccioso dell’insenatura di Lerici, in provincia di La Spezia.

Concludiamo con la Fortezza di Sarzanello che domina, dall’alto, la Val di Magra: è composta da due elementi di fabbrica distinti, entrambi a pianta triangolare, collegati attraverso un ponte volante, così da formare una sorta di rombo costituito da due triangoli.

Toscana

La regione è costellata da fortezze medievali, molte delle quali sono state convertite in musei, cantine, ristoranti e persino alberghi.

Il Castello Malaspina di Fosdinovo è uno dei più belli e meglio conservati della Lunigiana: la torre fortificata risale addirittura all’XI secolo e venne ampliata in epoche successive, con torrette e torrioni difensivi. Nel 1340 il Castello venne ceduto dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina e divenne il centro politico e militare dei feudi legati alla loro famiglia. Il Castello oggi ospita un museo, un centro culturale dedicato alle arti contemporanee, una residenza per artisti e scrittori e un piccolo bed and breakfast. Il percorso museale prevede una visita guidata in tutti gli ambienti principali, tra cui la stanza dove soggiornò Dante Alighieri, nonché una sosta nella camera dove secondo la leggenda dimora il fantasma del Castello, la giovane Bianca Maria Aloisia, che qui fu murata viva perché innamorata di uno stalliere contro il volere dei nobili genitori.

Il Castello di Meleto si erge maestoso nell’incantevole paesaggio senese di Gaiole in Chianti, al termine di un piacevole viale fiancheggiato da cipressi e ginepri. Il Castello apparteneva ai monaci benedettini della Badia a Coltibuono e il nome “Meleto in Chianti” è citato, per la prima volta nel 1269, nel “Libro degli Estimi” dei Guelfi fiorentini, come proprietà della famiglia di Rainerii de Ricasolis. La famiglia Ricasoli, nel corso dei secoli, ne ha ampliato e abbellito la struttura: oggi il Castello conserva da un lato le massicce fortificazioni quattrocentesche, con l’imponente torre cilindrica costruita per sfuggire alle artiglierie, dall’altro la grazia signorile della villa nobile, con le sue stanze arredate e decorate e un impareggiabile teatrino settecentesco.

Il Castello di Sammezzano è uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti della Toscana. Situato a Leccio, nel Fiorentino, è stato costruito a metà Ottocento come monumento all’arte orientale dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. Sammezzano è un incredibile mix di elementi arabeggianti ispirati all’Alhambra di Granada, simboli massonici e addirittura indiani: archi maestosi, pareti finemente intarsiate, arabeschi e sale a tema.

Il Castello di Poppi, icona storica del Casentino in provincia di Arezzo, con la sua struttura imponente e ben conservata nei secoli, si erge maestoso in uno dei borghi più belli d’Italia. Furono i Conti Guidi a volerne l’edificazione nel XIII secolo, il Castello ha subito nel tempo numerosi rimaneggiamenti ma è giunto ai giorni nostri in perfetta integrità.

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