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Tragedia in calabria

Sbranata viva da un branco di cani: 20enne muore durante una gita

Con la vittima c'era anche un ragazzo, che è riuscito a mettersi in salvo in un casolare abbandonato e dare l'allarme.

Sbranata viva da un branco di cani: 20enne muore durante una gita
Glocal news 27 Agosto 2021 ore 16:59

Un fatto di cronaca raccapricciante si è consumato ieri pomeriggio, giovedì 26 agosto 2021, in Calabria. Una ventenne di Soverato, Simona Cavallaro, è stata sbranata e uccisa da un branco di cani randagi. Con lei anche un ragazzo, che è riuscito a mettersi in salvo e a dare l'allarme.

Sbranata da un branco di cani

Doveva essere una gita fuori porta, nel verde della pineta della zona di Monte Fiorino a Satriano, in provincia di Soverato. La ragazza, secondo una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe andata nell'area picnic in compagnia di un amico, ma poi si sarebbe addentrata verso l'interno, in una zona abbastanza folta quando, a un certo punto, avrebbe incontrato un branco di pastori maremmani - fra i 10 e i 15 esemplari, probabilmente a guardia di un gregge - che l'ha aggredita e non le ha dato scampo. Il ragazzo che era con lei è riuscito a trovare riparo nelle vicinanze, all'interno di un casolare, salvandosi così la vita e allertando i soccorsi.

Sul posto sono accorsi i sanitari del 1118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso della giovane e i carabinieri della Compagnia di Soverato.

Paese sbigottito

Mentre si indaga per stabilire la dinamica precisa della tragedia ed eventuali responsabilità - anche grazie alla collaborazione del sopravvissuto - la notizia si è sparsa nella cittadina jonica, lasciando tutti sbigottiti. Simona era la figlia di un imprenditore locale, un gioielliere, la famiglia è molto conosciuta.

“Quanto avvenuto lascia sgomenti. La giovane Simona Cavallaro ha perso la vita dopo essere stata aggredita da un branco di cani in una pineta attrezzata. Si fa davvero fatica a crederci. È una tragedia immane che poteva e doveva essere evitata. Non si può morire in questo modo, a vent’anni. Mi auguro che gli inquirenti, che hanno già avviato le indagini, facciano luce al più presto su quanto accaduto e riescano a individuare gli eventuali responsabili. A nome di tutta la Giunta regionale, mi unisco allo straziante dolore della famiglia di Simona ed esprimo il più sentito cordoglio a tutta la comunità di Soverato, sotto choc per un evento incomprensibile, inaccettabile”, così il presidente della Regione Calabria, Nino Spirlì.

Oipa: "Amministrazioni inadempienti"

L'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) punta il dito sulle Amministrazioni inadempienti in materia di randagismo e sulla cronica mancanza di fondi necessari:

"Il randagismo non si crea da sé: questa piaga sociale, molto grave in Italia e soprattutto nel Meridione, è determinata dagli scellerati abbandoni e dalle Amministrazioni locali che troppo spesso girano la testa dall'altra parte, invece di sterilizzare, accogliere e promuovere le adozioni. Che in Calabria la Regione, le Aziende sanitarie e i Comuni non abbiano mai preso sul serio la questione randagismo è testimoniata, tra l'altro, dalla mancata comunicazione al Ministero della Salute dei dati sul randagismo 2020 che ogni anno Regioni e Province autonome trasmettono al Dicastero. Calabria e Sicilia non hanno trasmesso alcun dato riguardante il 2020. Le Regioni sono tenute, sentite le associazioni che operano in ambito regionale, ad adottare un programma di prevenzione del randagismo, ma i fondi non sono mai sufficienti a lenire questa grave piaga sociale" commenta il presidente dell'Oipa, Massimo Comparotto.